Aeroporto per charter, le perplessità di Mazzella
L’imprenditore non crede alla riapertura dello scalo per voli da 19 passeggeri «Le autorizzazioni costano troppo e poi nessuno si è mai fatto avanti»
L’imprenditore turistico Giorgio Mazzella, viste le notizie circolate nell’ultimo periodo, non crede a una possibilità riapertura dell’aeroporto con aeromobili da soli 19 posti. Lo scalo è della AliArbatax (non più in liqudazione), che fa capo per intero al Consorzio industriale provinciale Ogliastra. Mazzella prosegue: «Qualcuno sostiene che entro poche settimane dovrebbe esservi un sopralluogo di tecnici e funzionari Enav (Ente nazionale per l’assistenza volo) per un rilascio di autorizzazioni per piccoli charter da 19 posti. In primo luogo, sanno quanto costa il rilascio di tali autorizzazioni e licenze? Rammento che (con la Gearto, società di gestione dell’aeroporto ndr) eravamo disposti a cederle tutte e non si tratta di certo di quelle per piccoli aerei ( sembrerebbe a 200mila euro nr). Ma nessuno si è mai fatto avanti. Oltretutto, con aerei così piccoli, chi potrebbe gestire il tutto? E se tutto dovesse andare per il meglio, quanti passeggeri riuscirebbero a portare nella stagione turistica, forse 1500? E un biglietto aereo, quanto dovrebbe costare, 500euro? Forse sarebbe meglio affidarsi a esperti del settore». L’imprenditore turistico, titolare fra l’altro, dell’Arbatax park resort (oltre 950 camere con circa 2300 posti letto), prosegue: «Fra l’altro, visti i numero dell’Arbatax park resort, qualcuno avrebbe anche potuto chiedermi qualcosa. E invece niente. Così come quando si organizzano convegni, incontri o riunioni sul settore turismo. Tutti vengono invitati tranne me. Si vede che a qualcuno va bene così. Per tornare alla possibilità delle autorizzazioni da parte dell’Enav per aeromobili da 19 posti, ricordo a chi accarezza certe idee, che già dal 1988 fino a ottobre 1990, questi voli con gli Islander (da 12 posti ndr) esistevano già, vedasi quello giornaliero con Roma, con l’Air Sardinia. E poi tutto sanno quanto accadde». A Giorgio Mazzella piacerebbe sapere, al di là di tutto, se esiste te già una nuova società di gestione per lo scalo aereo locale e se il personale occorrente? Il personale che occorre sia già stato formato. L’aeroporto di Tortolì è chiuso definitivamente da ben quattro anni e mezzo. E da allora, nonostante il gran parlare – vedasi, per anni, la delibera da 6 milioni per l’acquisizione da parte della Regione – lo scalo non ha mai riaperto i battenti.
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