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L’isola raccontata dal coro Galorj

L’associazione debutta col recital “Sardegna come un’infanzia”

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SAN TEODORO. “Sardegna come un’infanzia”, liberamente tratto dal romanzo di Elio Vittorini, è il titolo del recital di parole e musica che andrà in scena sabato, alle ore 21, al teatro comunale. Lo spettacolo – voluto dal consigliere delegato alla Cultura, Massimo Oggiano, e patrocinato dall’amministrazione comunale – rappresenta l’esordio dell’ Associazione culturale “Coro Galorj”, di San Teodoro, che sabato si presenterà al pubblico. Saliranno sul palco del “Cupolone”, Carlo Valle, voce narrante, Giuseppe Fadda al violoncello ed i “Cordas et Cannas”, ospiti d’onore e padrini musicali, oltre che parte integrante dello spettacolo. Giovanni Trapani sarà il curatore dei suoni. Obiettivo dell’associazione è la ricerca delle proprie radici culturali (sarde e galluresi in particolare), delle proprie memorie, del proprio patrimonio materiale e immateriale e la promozione di brani in lingua gallurese, per mezzo della Tasgja. Si tratta di un sistema di canto polifonico diffuso principalmente in alta Gallura, caratterizzato dalla totale mancanza del timbro laringale nell’emissione della voce, per gli interventi di tutto il coro e per la ricerca di un’estetica di fusione ed uniformità timbrica fra le voci. Per il gallurese, “tasgja” è sinonimo di coralità, di armonia. Compongono il coro Galorj: Marcello Meloni (boci - Tenore II°), Franco Mundula e Fabrizio Costaggiu (grossu - basso), Ivan Ponsano e Renato Ventroni (contra - baritono), Massimo Oggiano (trippi - Tenore I°). Direttore è il maestro Marcello Pasella, componente anche del coro (boci - tenore II°). Lo spettacolo è ad ingresso gratuito, ed è stato realizzato grazie ad alcuni sponsor privati.

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