«La Regione vuole salvare l’industria»
Secca replica della presidenza e dell’assessorato alle accuse lanciate durante l’assemblea sulla crisi
NUORO. La Regione rispedisce al mittente l’appello a battere i pugni sul tavolo nei confronti del Governo lanciato nel corso dell’assemblea convocata a Nuoro per esaminare la crisi dell’industria della Sardegna centrale. «A poco o a nulla serve battere i pugni, se a questo non seguono azioni che portano risultati concreti. Questo la Regione lo sta facendo – è stato sottolineato in una nota della giunta regionale –. La presidenza e l’assessorato dell’Industria non solo sono a conoscenza dei problemi, ma più volte sono intervenuti per affrontare le vicende che riguardano l’apparato produttivo di tutta la zona. E il problema più urgente è di sicuro legato al futuro della centrale elettrica di Ottana – è stato ribadito nella nota –. Dopo la decisione dell’Authority per l’energia e di Terna di abolire l’essenzialità per Ottana e per le centrali del Sulcis e di Porto Torres, la Regione ha chiesto e ottenuto che a Roma si trovasse una soluzione rapida non solo a salvaguardia dell’azienda di Ottana, ma anche dei lavoratori. È stato così avviato un percorso per il riconoscimento del contratto di servizio, che è ormai alle battute finali. E sia chiaro che non era affatto scontato che si potesse ottenere un risultato di questo tipo – hanno ribadito dalla Regione –. Si tratta, tra l’altro, di una partita che riguarda nel complesso anche la centrale Enel del Sulcis e la centrale Eph di Porto Torres. Per Ottana è necessario attendere la fine della procedura messa in campo da Terna, che deve verificare se la Centrale risponde ai requisiti per la riaccensione rapida e l’erogazione in rete in condizioni di equilibrio del sistema elettrico».
«Allo stesso tempo, la Regione sta continuando a lavorare, come testimoniano gli incontri avuti a Cagliari sia con Confindustria nuorese sia con i sindacati e con la la proprietà della Centrale, su una strategia complessiva che porti a un vero rilancio del sito industriale – è stato spiegato nella nota arruivata dala Palazzo di Caglari –. C’è un imprenditore privato che vuole investire e la Regione, come già successo in occasioni analoghe, ha fatto e continua a fare la propria parte. Le ragioni della crisi di Ottana Polimeri arrivano da lontano e riguardano soprattutto i costi di produzione. La Regione si è mossa per tempo nel tentativo di individuare una strategia che consentisse il riavvio degli impianti. Lo sanno bene le associazioni datoriali e i rappresentanti sindacali che occorre creare le condizioni perché Ottana Polimeri possa continuare a produrre Pet abbassando i costi di produzione relativi alla materia prima, all’energia e ai trasporti. – è stato ribadito nella note della Regione –. Una delle soluzioni individuate riguarda la cessione a Ottana Polimeri degli impianti di Versalis (gruppo Eni) nell’area della Saras a Sarroch, dove si producono materie prime indispensabili per la filiera del Pet. La mediazione dell’assessorato all’Industria e della Presidenza ha permesso che si avviassero le trattative tra Versalis e Ottana Polimeri per la cessione degli impianti di Sarroch. Trattative che risultano ancora in corso e la Regione – si conclude la nota – è fiduciosa che le parti giungano quanto prima alla sigla di un’intesa che permettera il rilancio di tutta l’area».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google