La Nuova Sardegna

Nuoro

Il fratello: «Non mi parlò di nemici»

Il pm: «Ma a suo tempo lei fece riferimento a rapporti deteriorati con i Deiana»

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NUORO. «Sì, sono il fratello di Chessa Francesco». Nella tarda mattinata di ieri, Antonio Chessa si siede nella postazione riservata ai testimoni in corte d’assise e si sottopone alla raffica di domande del pubblico ministero Andrea Vacca. A suo tempo, intercettato mentre, a qualche settimana dalla morte del fratello, parla con alcuni familiari, aveva fatto riferimento a “famiglie avvelenate con noi”, a “rapporti deteriorati”, fino ad aggiungere anche che “Cisco sarebbe ancora vivo se si fosse chiarito con quello”. Ma ieri, in udienza, quando il pm gliene chiede conto, gli chiede se conferma quanto aveva detto a suo tempo, e gli chiede, soprattutto, «chi è quella persona con cui Cisco avrebbe dovuto parlare, e se lo avesse fatto sarebbe ancora vivo?», Antonio Chessa ha una sola risposta: «Non lo so, non ricordo». «Signor Chessa, guardi che questi nomi e riferimenti li ha fatti lei, ci dica chi sono», lo ammonisce il presidente della corte d’assise, Giorgio Cannas, ma lui continua a ripeterlo: «Non lo so». «Chi sono le famiglie che si sono accanite contro di voi, ne parla nell’intercettazione?» insiste il pm Andrea Vacca. «Quello bisogna chiederlo agli inquirenti», è la sua replica.

«Lei è venuto a conoscenza di chi sia stato a uccidere Cisco?», «Assolutamente no». Mio fratello era abbastanza tranquillo, non mi aveva mai confidato di avere nemici. Con la famiglia Deiana? Avevamo rapporti normali, ci salutavamo, poi ci hanno tolto il saluto ma non vuol dire niente».

Il pm, allora, gli contesta che a suo tempo aveva riferito di sapere con precisione perché i rapporti con i Deiana si erano deteriorati. «Lei disse – gli ricorda il pm – che si erano deteriorati quando suo fratello Peppino testimoniò al processo perla morte dei fratelli Deiana, e scagionò tutti gli imputati. Mentre disse che che con i Deiana del fu Fiorenzo, i rapporti si deteriorano perché si erano convinti che lei, Cisco e un altro fratello, avesse portato le armi che uccisero zio Pallo». «Non ricordo di averle dette, queste cose. Sì, i rapporti con i Deiana si deteriorarono ma non voglio accusare nessuno». (v.g.)

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