La Nuova Sardegna

Nuoro

L’Aiea si mobilita sul caso amianto: incontro a Bolotana

di Federico Sedda

Nuove iniziative per riuscire a ottenere le tutele sanitarie Fabbri: «L’inchiesta che abbiamo istruito dovrà proseguire»

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BOLOTANA. Continua la mobilitazione dell’Aiea (associazione italiana esposti all’amianto) per fare luce sul caso amianto a Ottana e per ottenere nei confronti dei lavoratori dell’ex Enichem, dell’ex Montefibre e delle imprese che hanno lavorato all'interno dello stabilimento chimico le tutele sanitarie e i benefici previdenziali riconosciuti dalla legge 257/92, applicata nei siti industriali similari del continente, ma non in quelli dell'isola.

Una nuova assemblea dei lavoratori interessati e dei familiari di quelli deceduti a causa di malattie asbesto correlate (cioè provocate dall’amianto) si terrà sabato prossimo, 9 aprile, nella sala consiliare del comune di Bolotana, con inizio alle 9.15.

Alla riunione, che segue quelle affollatissime tenutesi nei mesi scorsi a Ottana, parteciperà la presidente regionale dell’Aiea, Sabina Contu, che, con il vice presidente nazionale dell’associazione, Mario Murgia, ha dato un impulso decisivo per portare il caso Ottana alla ribalta nazionale e all’attenzione del parlamento.

L’ultimo passo (ma solo in ordine di tempo) del lungo percorso intrapreso dall’Aiea per ottenere i diritti che spettano ai lavoratori esposti all'amianto delle fabbriche del centro Sardegna e i risarcimenti dovuti ai familiari dei morti è stato fatto il 22 marzo scorso al Senato al tavolo della commissione d'inchiesta sugli infortuni del lavoro, presieduta dalla senatrice Camilla Fabbri, che ha formalmente aperto un’istruttoria sul caso Ottana.

Mario Murgia e Sabina Contu hanno consegnato alla commissione d’inchiesta tutta la documentazione raccolta da quando l’Aiea si occupa del caso Ottana. In particolare, è stata messa sul tavolo della commissione una lista con circa cento nomi di lavoratori che si sono ammalati di tumori provocati dall’esposizione all’amianto nello stabilimento di Ottana e dell’ex Rumianca di Assemini. Molti di loro sono deceduti.

I rappresentanti dell’Aiea hanno anche evidenziato la disparità di trattamento tra le fabbriche dell’isola e quelle analoghe del continente, dove la presenza dell’amianto è stata riconosciuta con la conseguente applicazione dei benefici di legge dovuti alla malattia professionale. In Sardegna, invece, secondo l’Inail, i livelli di amianto nelle fabbriche erano inferiore a quelli stabiliti dalla legge per il riconoscimento dei benefici.

Un caso del quale si occuperà ora la commissione d'inchiesta sugli infortuni del lavoro che continuerà l'audizione dei testi e farà un sopralluogo nei siti industriali dell'isola. L’impressione è che la strada intrapresa sia quella giusta, con l'attesa di nuovi sviluppi.

«L’inchiesta che abbiamo istruito – ha detto la presidente dalla commissione del senato, Camilla Fabbri, al termine dell'audizione del 22 marzo scorso – dovrà proseguire con nuove audizioni, in particolare delle autorità amministrative e giudiziarie che si stanno occupando della vicenda dei lavoratori dell'ex Enichem».

Un atto dovuto per quei lavoratori che, a Ottana, di amianto sono morti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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