Chiuse le indagini sul campo di calcio
Orgosolo, gli indagati sono 14. La procura di Nuoro ha notificato informazioni di garanzia all’ex sindaco e agli ex assessori
NUORO. Le indagini sono finite. Il pm Andrea Vacca ha inviato l’avviso di conclusione dell’inchiesta sul rifacimento del campo sprotivo di Orgosolo all’ex sindaco Dionigi Deledda, ad alcuni ex assessori ed ex consiglieri, ai progettisti, ai tecnici che avrebbero dovuto svolgere i controlli e agli imprenditori che si erano aggiudicati i lavori senza gara d’appalto. Abuso d’ufficio, falso e turbativa d’asta i reati ipotizzati nelle informazioni di garanzia che gli agenti del commissariato di Orgosolo e della questura di Nuoro, coordinati dal questore Paolo Fassari e dal dirigente Gianpiero Putzu, hanno notificato agli indagati. A finire nel mirino sono in 14: l’ex sindaco Dionigi Deledda, difeso dall’avvocato Basilio Brodu, gli ex assessori Antonio Luigi Cossu e Nicola Garippa, difesi dall’avvocato Tullio Moni; Salvatora Podda, Francesco Battacone, Antonio Devaddis e Antonio Moro, tutti assistiti dall’avvocato Rinaldo Lai. I tecnici Agostino Murgia, difeso da Rinaldo Lai, Massimiliano Mereu, assistito dagli avvocati Francesco Lai e Rosanna Serusi, Angela Corda, difesa dall’avvocato Tullio Moni, Elisabetta Piras, assistita dall’avvocato Marcellu Mereu. E poi gli imprenditori Mario Piga di Oliena, rappresentante legale della società Stylarte, assistito dall’avvocato Nazzarena Tilocca; David Cosentino, dipendente della società Mondo di Cuneo, difeso dall’avvocato Salvatore Pinna e Alessandra Ferrero, di Alba, rappresentante legale della società Mondo, difesa dall’avvocato Giuseppe Mele.
L’inchiesta che ha portato alle dimissioni dell’intero consiglio comunale è partita dalla denuncia di un imprenditore per l’assegnazione dei lavori di rifacimento del campo di calcio di Santa Caterina in erba sintetica. Lavori affidati senza bando d’asta alla società piemontese “Mondo spa”. Lavori che non sono mai stati realizzati. I rotoli del tappeto erboso sintetico sono ancora accumulati in una angolo di un magazzino comunale e ormai dovrebbero essere diventati inutilizzabili. Il campo di calcio di Orgosolo è sempre in terra battuta e il paese è anche affidato da poco più di un mese a un commissario straordinario che resterà in carica fino alle elezioni di primavera.
L’inchiesta ha avuto una lunga gestazione, visto che è stata intervallata da diverse sentenze del Tar e infine da quella del Consiglio di Stato che aveva confermato il lavoro della polizia e della Procura, dando ragione alla società cooperativa Edile Orgosolo (assistita dall’avvocato Paolo Tuffu) nella battaglia giudiziaria che la vedeva contrapposta al Comune.
«In concorso tra loro – ha sottolineato il pm Andrea Vacca nel provvedimento –, nell'ambito della procedura amministrativa finalizzata all'esecuzione dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione degli impianti sportivi comunali, intenzionalmente procuravano alla società Mondo spa, con sede ad Alba, un ingiusto vantaggio patrimoniale al contempo arrecando danno economico all'amministrazione comunale».
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