La Nuova Sardegna

Nuoro

Nuovo espianto in ospedale È il secondo in pochi mesi

di Lamberto Cugudda

Un complesso lavoro d’équipe che ha visto protagonisti medici di vari reparti Gli organi sono stati trasportati al Brotzu di Cagliari per effettuare il trapianto

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Anche in Ogliastra cresce la sensibilità della popolazione verso la donazione degli organi. E per la seconda volta in sei mesi, pochi giorni fa, nella nottata di sabato 2, si è registrata una donazione nel presidio ospedaliero Nostra Signora della Mercede di Lanusei: è stato effettuato un prelievo di organi su un paziente per il quale era stata accertata la morte cerebrale. Si tratta del secondo prelievo in sei mesi, un risultato possibile grazie all’estrema generosità anche dei familiari che, pur vivendo un momento drammatico, hanno trovato la forza di autorizzare la procedura. L’Unità operativa di Anestesia e Rianimazione del nosocomio di Lanusei (diretta dalla dottoressa Assunta Marongiu) fa parte della rete dei Punti di prelievo di organi, inseriti a loro volta nella rete regionale coordinata dal Centro regionale trapianti (Crt) e, a un livello più alto, dal Centro nazionale trapianti. «Casi del genere vengono gestiti con un lavoro di equipe ad altissimo livello – chiarisce Marongiu – la cui regia è affidata al Crt con cui si attiva una comunicazione non appena vengono riscontrati i segni clinici di morte “cerebrale” del paziente. L’accertamento è sovrainteso da un’apposita commissione (Cam). Trascorso il necessario periodo di osservazione di sei ore, se ci sono le condizioni legali e cliniche, si attivano le procedure per prelievo degli organi che coinvolgono l’intera rete nazionale dei trapianti». L’Asl 4 precisa che si tratta «di una complessa serie di attività che richiede un preciso coordinamento e alla quale collaborano, oltre al personale dell’Anestesia e della Rianimazione, quello del Laboratorio analisi, del Centro trasfusionale, della Radiologia , della Cardiologia e del Blocco operatorio». Fondamentale la figura del coordinatore locale per i trapianti (la dottoressa Enrica Puddu) che in stretta comunicazione col Crt e la direzione sanitaria dell’ospedale «supervisiona le singole fasi del processo affinché l’individuazione e poi il mantenimento del potenziale donatore siano eseguiti in condizioni di sicurezza per chi riceverà il dono del trapianto». I pazienti compatibili possono essere individuati nell’intera rete nazionale: in questo caso le tre persone che hanno ricevuto gli organi sono sarde. Il prelievo è stato eseguito dall’equipe del Brotzu di Cagliari (dove sono stati eseguiti i trapianti di reni e fegato) in collaborazione con i colleghi dell’ospedale di Lanusei.

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