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Nuoro

La Gdf: «Le nuove sfide? Terrorismo e riciclaggio»

Pellecchia, ufficiale del comando provinciale: «Nessun territorio è immune» Indagini anche in provincia dopo il caso della cellula jihadista in Gallura

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NUORO. Neppure la provincia nuorese è immune da possibili infiltrazioni jihadiste legate alla presenza di extracomunitari di credo islamico. Lo ha spiegato Pasquale Pellecchia, ufficiale del comando provinciale della Guardia di finanza, durante il convegno su riciclaggio e sicurezza sul lavoro: «La nostra attenzione in questo periodo è alta per evitare che intorno a queste presenze si possano nascondere dei finanziatori del terrorismo di matrice islamica». Pellecchia ricorda i fatti di un anno fa Olbia, dove è stata scoperta una cellula di presunti appartenenti ad Al Qaida. «Per il momento non ci sono certezze né in un senso, né nell’altro. Credo comunque che l’autorità giudiziaria stia facendo le sue attività di verifica». Rischi e pericoli legati al terrorismo, ma dentro il calderone di quel fenomeno del riciclaggio di denaro, che non vede il Nuorese tra le aree indenni. Lo conferma l’ufficiale delle Fiamme gialle: «Negli ultimi tre anni sono partite dai nostri uffici di via Dessanay sette denuncia in procura. Il reato è presente e si lavora per reprimerlo». Proprio per questo si cerca di stringere le giuste alleanze. Tra le principali quella con banche e consulenti finanziari, ma anche commercialisti e avvocati. Il controllo specifico è invece fissato sulle operazioni dei money transfer, gli intermediari finanziari che spostano provviste di soldi nelle varie parti del mondo, al di fuori dei circuiti bancari. Il problema, spiega ancora Pellecchia, «sta nel fatto che non sempre sono veritieri nell’attività. Nelle rimesse finanziarie si potrebbero nascondere somme di titolari occulti, collusi con gli intermediari». Una filiera di reati dove si cerca di bloccare il punto di avvio o altrimenti i passaggi intermedi, come è stato spiegato alla Camera di Commercio.

Distinto, ma non senza possibili punti di contatto, il problema della illegalità nel mondo del lavoro, affrontato da Carlo Colopi, responsabile dell’ufficio del lavoro di Nuoro. Presidio per il quale è atteso “ad oras” il decreto per la trasformazione in ispettorato, con giurisdizione sulla vecchia provincia di Nuoro. «Il lavoro nero risulta una piaga impossibile da estirpare. Così come continua a tenere desta la nostra attenzione la questione della sicurezza negli ambiti produttivi», sottolinea il direttore di origine pugliese da un anno a Nuoro. Per la prima emergenza, Colopi ricorda i 300 casi di lavoratori privi di tutele previdenziali scoperti nell’isola nel 2015. Sul fronte degli incidenti sul lavoro le due morti nelle cave di Orosei, due anni fa. «Rispetto a qualche anno fa ci conforta il fatto che il numero degli infortuni non sia in crescita. Certo i dati vanno visti anche nel confronto con la crisi economica e la riduzione delle attività produttive, soprattutto nel settore dell’edilizia», chiude il dirigente provinciale del ministero del lavoro.

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