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orgosolo, comune nella bufera

Truffa, abuso d’ufficio e falso: ex assessore di nuovo nei guai

NUORO. Secondo l’accusa, nel 2012, si erano macchiati, a vario titolo dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Perché, in...

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NUORO. Secondo l’accusa, nel 2012, si erano macchiati, a vario titolo dei reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Perché, in sostanza, avrebbero organizzato alcuni corsi di formazione, all’interno di un progetto promosso dal Consorzio Cuncordia, fuori dai tempi previsti per ricevere i finanziamenti annessi per 30mila euro complessivi.

E, sempre secondo l’accusa, per rientrare nei tempi fissati dalle norme, avevano scritto il falso, ovvero una data non corrispondente a quella reale, in alcuni elenchi.

È entrato nel vivo ieri, con l’audizione in udienza di quattro testi della lista del pubblico ministero Andrea Ghironi, il processo che vede come imputati l’ex assessore del Comune di Orgosolo, Bora Podda, difesa dagli avvocati Giovanna Angius e Andrea Gaddari, il ragioniere del Comune, Angela Corda, difeso dall’avvocato Tullio Moni, e un imprenditore di Macomer che organizzava i corsi, Pierpaolo Pani, difeso dall’avvocato Marcello Mereu. Ieri mattina, davanti al tribunale collegiale sono stati sentiti quattro testi, dunque.

Uno di loro, ovvero la presidente del Consorzio Cuncordia, ha spiegato che in realtà, dal loro punto di vista, i tre imputati non avevano commesso alcuna irregolarità perché per far partire i corsi, a quanto pare, il Comune di Orgosolo era riuscito a ottenere una proroga temporale. Un’altra teste, invece, Giovanna Cadinu, istruttore amministrativo e ufficiale di anagrafe dello stesso Comune, ieri in aula ha raccontato di conoscere il progetto “5x1”, perché «era stato molto pubblicizzato», mentre un altro teste, Francesco Dore, responsabile del servizio amministrativo del Comune, rispondendo alle domande del pm Ghironi, ha ricordato che all’epoca, interrogato dagli agenti del commissariato di Orgosolo che avevano seguito l’indagine, aveva raccontato che nel 2012 gli avevano chiesto di mettere la sua firma su un foglio per partecipare a un corso. «Ricordo che firmai senza neanche andare a vedere nulla», precisa il teste. Il processo proseguirà a luglio. (v.g.)

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