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Nuoro

I lavoratori ex Gst passati alla Ciclat da un anno senza tfr

I lavoratori ex Gst passati alla Ciclat da un anno senza tfr

Macomer, la società era stata messa in liquidazione Il Comune non può intervenire in via diretta nei pagamenti

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MACOMER. Da circa un anno sono passati alla Ciclat, la società che gestisce la raccolta differenziata a Macomer e il servizio di nettezza urbana, ma dalla Gst, la società partecipata dal Comune messa in liquidazione alla fine del 2013, devono ancora ricevere il trattamento di fine rapporto e una parte delle ultime competenze legate allo stipendio del mese di maggio del 2015, alle ferie non godute, alle quote della tredicesima e della quattordicesima maturate fino al licenziamento e altre spettanze. Del Tfr non hanno preso neppure un centesimo, mentre per quanto riguarda le altre competenze sono stati pagati circa due terzi. Gli ex dipendenti della Gst vivono con disagio la situazione creata da un ritardo che non capiscono, anche perché i soldi sui quali facevano affidamento per tante cose non si vedono e non hanno notizia di un pagamento imminente. A febbraio c’era stato un incontro con l’amministrazione comunale e il commissario liquidatore della società partecipata dal Comune.

In quell’occasione era stato assunto l’impegno a definire la partita in un mese o poco più, ma il tempo è trascorso senza che si abbia notizia di un pagamento imminente, fatto che preoccupa notevolmente i lavoratori che su quei soldi puntano per tante cose. Il pagamento è legato alla partita complessa della liquidazione della società mista Gst. Per poter liquidare il credito vantato dai dipendenti, che è comunque garantito e viene prima di altri crediti vantati nei confronti della società. In poche parole, i diritto dei lavoratori ad avere il Trf e le spettanze non ancora liquidate non si tocca. La Gst vanta dei crediti nei confronti del Comune, circa 400 mila euro, somma che coprirebbe il costo delle spettanze dovute ai lavoratori licenziati e passati da quasi un anno alla Ciclat, ma di contro c’è la contestazione che il Comune fa alla società Gst, della quale era il principale azionista, per danni subiti alle pertinenze comunali delle quali avrebbe dovuto curare il funzionamento e la manutenzione.

La Gst gestiva l’impianto di pubblica illuminazione, ma non avere dedicato una grande cura alla manutenzione dato che i pali corrosi dalla ruggine cadevano come i birilli. Anche gli impianti termici non sono stati tenuti nel modo migliore. Ne è derivata la contestazione dei danni che ammonterebbero più o meno al credito vantato dalla società in liquidazione.

Il Comune non può fare una forzatura pagando direttamente le spettanze degli ex dipendenti della società partecipata perché si rischierebbe di andare incontro a problemi con la corte dei conti. Si sta quindi cercando di verificare dal punto di vista tecnico-legale qual’è la soluzione per risolvere il problema e uscire dall’impasse, una situazione complicata che la procedura di liquidazione in corso rende ancora più difficile.

Il Trf e gli altri crediti restano comunque garantiti. Purtroppo l’allungamento dei tempi sta causando non pochi disagi ai lavoratori che su quei soldi facevano affidamento per molti impegni che la crisi ha reso più impellenti. (t.g.t.)

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