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Allarme dell’Oipa: «Gatti morti, attenti ai bocconi killer »

NUORO. Scatta l’allarme dei bocconi killer abbandonati sui marciapiedi di numerosi quartieri cittadini. A denunciarlo è la sezione provinciale dell’Oipa (Organizzazione internazionale protezione...

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NUORO. Scatta l’allarme dei bocconi killer abbandonati sui marciapiedi di numerosi quartieri cittadini. A denunciarlo è la sezione provinciale dell’Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) dopo il drammatico susseguirsi di cani e gatti morti avvelenati e il ritrovamento di esche farcite con chiodi e topicida, celate da tenere e invitanti polpette di carne. Dopo l’elenco di animali morti rinvenuti nel quartiere di Città Nuova, a distanza di qualche mese a essere presi di mira sono stati gli amici a quattro zampe che scorrazzano per le strade di Su Nuraghe, dove da alcune settimane decine di residenti hanno segnalato il ritrovamento di numerosi bocconi killer, in particolare lungo via Galilei, via Oggiano, via Caduti del Mare e zone limitrofe. Dalle analisi dell’Asl è emerso che il veleno scelto è un potente lumachicida in grado di far fuori in modo atroce un cane di grossa taglia nel giro di qualche ora. «Chiediamo ai cittadini la massima collaborazione per far sì che questi vandali escano allo scoperto – commenta Bonaria Urgu, delegata Oipa –. Chiunque possa fornire indicazioni utili su probabili situazioni o persone che abbiano destato sospetti chiediamo ci vengano segnalate all’indirizzo email nuoro@oipa.org – sottolinea –. Tali dichiarazioni verranno allegate alla denuncia e alle procedure in corso finalizzate a scoprire i colpevoli». Da qualche anno nel quartiere il problema del randagismo sta diventando una vera piaga, come la definiscono alcuni residenti del Nuraghe, costringendo i cittadini ad utilizzare metodi estremi per contenere il branco di cani che indisturbato si aggira per le strade creando parecchi disagi. È ovvio che la soluzione non può essere il maltrattamento e l’uccisione, reato punito dal codice penale con una pena da 3 a 18 mesi di reclusione e una multa da 30 a 50mila euro. «Sempre più frequentemente viene adottato questo sistema casalingo per risolvere il problema di cani e gatti che circolano per le strade e nei giardini privati – spiega la delegata Oipa – non è giusto far pagare le conseguenze di una cattiva gestione del randagismo agli animali che hanno la sola colpa di essere nati». (s.v.)

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