La Nuova Sardegna

Nuoro

Nuoro, la Provincia recupera parcelle di 25 anni fa

di Paolo Merlini
Bonaventura Meloni
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Bonaventura Meloni

L’ex assessore e ingegnere Bonaventura Meloni deve restituire 300mila euro insieme con due colleghi

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NUORO. Commissari provinciali al lavoro per recuperare crediti indebitamente riscossi da professionisti per incarichi di progettazione. Se i loro predecessori talvolta preferivano girare la faccia dall’altra parte e non esigere i crediti dovuti, ora gli amministratori straordinari degli enti in liquidazione battono tutte le strade per ottenere il dovuto.

Dopo il caso dell’ingegnere Gian Paolo Gamberini, che deve restituire un milione di euro alla Provincia di Nuoro per errori di progettazione nella costruzione del viadotto S’Adde a Macomer, ora torna di attualità una vecchia controversia tra la Provincia Ogliastra, ormai riaccorpata a quella di Nuoro, e tre progettisti. Si tratta degli ingegneri Bonaventura Meloni (originario di Mamoiada, ex assessore comunale ai Lavori pubblici a Nuoro), Anna Cossu (Lanusei) e Serafino Casu (Cagliari). Il contenzioso, ora approdato in Cassazione e in attesa dunque di un pronunciamento definitivo, nasce tra i tre ingegneri e la Comunità montana 11, poi assorbita nel 2005 dalla Provincia Ogliastra (a sua volta rientrata a far parte della Provincia di Nuoro da poche settimane).

In realtà, tutto nasce al Comune di Lanusei, nel lontano 1991, quando i tre professionisti ricevono l’incarico di progettare le infrastrutture di un’oasi faunistica a Villagrande Strisaili. Il progetto, che prevede una parcella di 949 milioni di lire, viene poi fatto proprio dalla Comunità montana 11 dell’Ogliastra, ma l’incarico, a quanto risulta, non viene mai perfezionato con la stipula di un contratto (né l’opera realizzata). I tre professionisti comunque sia chiedono all’ente il pagamento della parcella per il proprio progetto. La Comunità 11 si rifiuta, e Meloni, Cossu e Casu si rivolgono al tribunale di Lanusei, dove nel 1997 chiedono e ottengono un decreto ingiuntivo di pagamento della somma dovuta. La Comunità montana ricorre contro la decisione e nel 2001 ottiene la revoca del provvedimento. Ma è lo stesso tribunale di Lanusei a stabilire con una sentenza del 2006 che la Comunità 11 deve corrisponde il dovuto a Meloni, Cossu e Casu. E cioè 413mila euro più interessi e rivalutazione monetaria. Viene accolta la tesi dei legali dei professionisti, secondo cui l’ente pubblico, al di là delle procedure sull’effettiva validità del contratto di progettazione (non sarebbe mai stato indicato l’importo della parcella), avrebbe tratto un “ingiustificato arricchimento” dal progetto.

Nel frattempo alla Comunità 11 subentra la neonata Provincia Ogliastra: si va in appello, e stavolta la spunta l’ente pubblico, assistito come sempre in questa lunga e tortuosa vicenda, finita anche di fronte al Tar e al Consiglio di Stato,dallo studio legale Pilia di Lanusei. Dopo la sentenza di primo grado, però, i tre progettisti hanno proceduto all’esecuzione forzata del pagamento della parcella, ottenendo nel 2007 complessivamente un’anticipazione di circa 238mila euro (79mila a testa). La Corte d’appello di Cagliari nel 2013 dispone la restituzione delle somme, in attesa del pronunciamento della corte di Cassazione alla quale si sono rivolti i tre professionisti. Nel frattempo, però, la stessa corte suprema nel 2014 dichiara che i tre progettisti non hanno alcun titolo di “procedere esecutivamente” verso l’ente pubblico; nel 2014, il commissario straordinario della Provincia Ogliastra, Antonio Giovanni Ghiani, dà dunque mandato al legale dell’ente della riscossione delle somme anticipate, che con le spese legali sono diventati 300mila. Un primo tentativo di pignoramento sarebbe andato clamorosamente a vuoto: i conti dei tre professionisti erano a secco. Ma gli avvocati della Provincia non demordono e proprio in questi giorni daranno vita a nuove iniziative.

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