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rapine ai blindatI

Annullato l’arresto del benetuttese Cherchi

Annullato l’arresto del benetuttese Cherchi

NUORO. Il tribunale del Riesame di Cagliari è stato piuttosto chiaro e annullando l’ordinanza di custodia cautelare dello scorso mese di marzo ha stabilito che quell’arresto, legato alla maxi...

10 maggio 2016
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NUORO. Il tribunale del Riesame di Cagliari è stato piuttosto chiaro e annullando l’ordinanza di custodia cautelare dello scorso mese di marzo ha stabilito che quell’arresto, legato alla maxi inchiesta dell’associazione a delinquere per gli assalti ai portavalori, non “s’aveva” proprio da fare.

Così come sin dall’inizio sosteneva il suo difensore, Antonio Mereu, nei confronti di Michele Cherchi, 35 anni, chimico-analista di Benetutti, non è mai esistito alcun indizio di colpevolezza che ne giustificasse una ordinanza di custodia cautelare. Per questo motivo, Cherchi è stato scarcerato, ha lasciato il penitenziario sassarese di Bancali, ed è ritornato a Benetutti a riprendere la vita di sempre, tra lavoro e famiglia.

Cherchi era finito nei guai un paio di mesi fa, dunque, quando gli era stata notificato un decreto di fermo disposto dal pm della Dda, Danilo Tronci, e poi confermato anche dal gip. Secondo l’accusa, Cherchi aveva fatto parte del commando che il primo dicembre del 2015, nella zona di Barbusi, vicino a Carbonia, aveva tentato l’assalto al furgone portavalori dell’istituto di vigilanza “Sicurezza notturna”. Anche se sin dall’inizio la sua posizione in relazione a quella vicenda era apparsa decisamente più defilata rispetto a uno dei presunti big dell’inchiesta: l’ex vicesindaco di Villagrande, Giovanni Olianas.

Il nome di Cherchi salta fuori in un passaggio di una intercettazione dove proprio Giovanni Olianas – come si legge nelle ordinanze di custodia cautelari – “il 23 novembre 2015, al rientro dalla rapina al furgone portavalori sulla Sassari-Olbia non andata a segno, Olianas ha ricevuto la visita di Antonello Mesina e di un suo compaesano, il quale gli ha riferito che Simone Balloi gli aveva mandato la risposta. Nel corso del dialogo, a voce molto bassa, Olianas ha riferito di aver ricevuto la chiamata del fratello di “quello”, ossia di Michele Cherchi». Cherchi, durante l’udienza di convalida, assistito dal suo avvocato Antonio Mereu, era stato l’unico tra gli indagati a rendere dichiarazioni spontanee. E aveva spiegato di aver avuto contatti con gli Olianas solo per ragioni di lavoro. (v.g.)

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