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Nuoro

Il Trenino verde rischia di rimanere in stazione

di Tito Giuseppe Tola
Il Trenino verde rischia di rimanere in stazione

Macomer, difficoltà per la ripartenza nonostante la promozione alla Bit Si attendono le risposte della Regione ma i tempi si annunciano lunghi

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MACOMER. La richiesta c’è ed è destinata ad aumentare nei prossimi mesi, ma il calendario e gli orari della stagione 2016 del Trenino verde della Planargia sono in fase di definizione. Promosso all’inizio dell’anno alla Bit (la borsa internazionale del turismo) di Milano dove ha suscitato un grandissimo interesse fra i tour operator, il Trenino verde rischia di rimanere in stazione, a meno che non si decida di noleggiarlo, ma costa e a quel punto saltano tutte le attività collegate che riguardano le escursioni archeologiche e gli assaggi, con possibilità di acquisto, dei prodotti locali.

I viaggi a calendario con gli orari non sono stati definiti perché per garantire il servizio è necessario che la Regione autorizzi l’Arst. Alcuni viaggi speciali (dovevano essere a calendario) con visite guidate, guida a bordo e degustazioni, sono stati organizzati dalla cooperativa Esedra di Macomer, che praticamente ha noleggiato il treno, ma la programmazione che prevede due appuntamenti alla settimana, ancora non c’è. Il Trenino Verde, che è una risorsa in grado di esercitare un forte richiamo turistico, per l’Arst rappresenta un costo. Le risposte che dovrebbero arrivare dalla Regione restano impantanate nei tempi lunghi dell’ente. Nel frattempo il treno resta fermo nonostante la richiesta di chi apprezza il viaggio turistico su un percorso d’epoca con vista e paesaggi mozzafiato.

L’assurdo è che poco più di un mese fa è stato annunciato e presentato un progetto, già finanziato con 4.802.300 euro, che punta al recupero, alla riqualificazione e alla riconversione delle stazioni e dei caselli ferroviari della linea Macomer-Bosa, una delle prime ferrovie a scartamento ridotto costruite in Sardegna. Realizzare l’intervento senza che il treno viaggi sulla linea turistica non servirebbe a niente. Il timore è che, come è avvenuto in passato per altre tratte e come sta accadendo oggi per il tronco Tortolì-Arbatax, sia in atto un tentativo, neanche tanto dissimulato, di abbandonare la linea.

Eppure l’interesse non manca, si tratta di saperlo gestire. Nel mese di febbraio alla Bit di Milano, la formula che mette insieme ambiente, gastronomia e archeologia ha suscitato grande interesse e ha avuto successo perché inserita nel contenitore del Tenino verde. Il pacchetto con monumenti, bellezze naturali e specialità gastronomiche lo propongono un po tutti, ma alcune grandi agenzie turistiche delle repubbliche Ceca e Slovacca e della Germania, oltre a un importante tour operator giapponese, hanno manifestato interesse per la proposta proprio perché c’era il Trenino verde. Col treno che non parte l’offerta si fa meno interessante e stagnano le prenotazioni.

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