La Nuova Sardegna

Nuoro

Soddu agli studenti: «Daremo un futuro alla nostra Università»

di Francesco Cabras
Soddu agli studenti: «Daremo un futuro alla nostra Università»

Le rassicurazioni del sindaco durante l’assemblea aperta Ribadita l’intenzione di puntare sull’ex Mulino Gallisai

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NUORO. Qualunque sia la forma di governance scelta, sia essa Fondazione o Consorzio, il polo universitario nuorese non corre il pericolo di sgretolarsi. Anzi, l’intenzione è quella di rilanciarlo e potenziarlo. A dare rassicurazioni in questo senso è il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu, invitato all’assemblea straordinaria convocata dagli studenti universitari, che alla luce della discussione politica in atto sugli strumenti di governo della sede nuorese sono preoccupati circa la permanenza o meno in città dei corsi di studio e dei servizi connessi, come biblioteca e laboratori.

Più che un’assemblea studentesca si è trattato in realtà di un incontro per fugare dubbi e paure degli organizzatori (gli studenti, appunto), nessuno dei quali si è seduto al tavolo di rappresentanza. A coordinare gli interventi è stata la docente Gabriella Ferranti, presidente del corso di studi in Scienze dei servizi giuridici e del dipartimento di Giurisprudenza, che in premessa ha tenuto a sottolineare che «la gestione del sistema universitario è un qualcosa che non riguarda l’Università e i suoi studenti, ma l’Università e i rapporti sul piano amministrativo».

Gli studenti, da sempre spettatori del balletto dei finanziamenti da parte della Regione, che ogni anno sembrano a rischio, hanno però (e giustamente) timori e chiedono chiarimenti, oltre che un coinvolgimento diretto nelle decisioni che li riguardano. E le loro ultime preoccupazioni nascono dalla recente delibera dell’amministrazione comunale sulla revoca dell’adesione alla Fondazione universitaria, confermando il Consorzio quale strumento di governance.

«Cosa comporterà questa scelta?», ha domandato al sindaco la presidente dell’associazione Giurinsieme, Maria Francesca D’Antoni. «Avremo ancora la possibilità di studiare a Nuoro? – ha chiesto ancora – e potremo usufruire di biblioteche e laboratori e le aule saranno sempre riscaldate?».

«I timori degli studenti sono infondati – ha risposto il primo cittadino -. Fondazione e Consorzio sono strumenti neutri, che non influiranno sulla permanenza dei servizi. Ciò che conta è la volontà politica che sta alla base e assicuro che abbiamo l’obiettivo politico di mantenere e rafforzare il polo universitario a Nuoro».

La studentessa Alice Murgia (vice presidente di Giurinsieme) ha insistito sulla questione, chiedendo lumi sul destino del Consorzio dopo la recente riforma degli enti locali varata dalla Regione, che ne avrebbe disposto lo scioglimento. «Non è così – ha risposto il commissario del Consorzio universitario, Fabrizio Mureddu –. La riforma prevede lo scioglimento di quelli con funzioni comunali, il nostro si occupa invece di servizi sovracomunali ed è operativo a tutti gli effetti».

A conferma dei propositi di rafforzamento del Polo universitario, è intervenuta la professoressa Ferranti. «L’Università nuorese ha un futuro – ha sottolineato la docente –, come dimostra la decisione di organizzare in questa sede il Laboratorio sulla tutela dei diritti umani fondamentali, il primo in Sardegna e che ha visto oltre cento iscritti».

E sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso il docente Antonello Pazzona, direttore del Dipartimento di agraria. «C’è un progetto di rilancio del corso in Scienze forestali – ha detto il professore agli studenti - e di potenziamento dei corsi di studio. Non abbiamo dubbi sulla permanenza del Dipartimento in città».

Per il rilancio non sono certo sufficienti solo nuovi corsi di studio, ma anche che l’Università sia attrattiva dal punto di vista della socialità e delle strutture. «È necessario che l’Università abbia un’unica sede e non tre come ora – ha spiegato il sindaco –. A Nuoro manca una comunità studentesca nonostante gli 840 iscritti».

L’intenzione del Comune è quella di accorpare tutti i corsi di studio nell’ex mulino Gallisai, al posto del Museo dell’Identità come invece avevano previsto le precedenti amministrazioni. Il progetto per il Museo è già finanziato dalla Regione con fondi Cipe, ma l’attuale giunta sta chiedendo di dirottare i fondi per farne una sede universitaria.

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