Bimbo morto in sala parto, tutti assolti
«Il fatto non sussiste». L’episodio risale al 2010. Sotto accusa due ginecologi e due ostetriche dell’ospedale San Francesco
NUORO. Tutti assolti perché il fatto non sussiste. È finito così il processo a carico dei ginecologi Roberto Uras e Grazietta Monni e delle ostetriche Maria Antonietta Mulas e Antonia Salis, accusati per la morte nella sala parto dell’ospedale San Francesco del piccolo Federico Carta, avvenuta il 30 ottobre del 2010.
La sentenza è stata emessa ieri dal giudice monocratico Mauro Pusceddu che ha accolto le richieste del pubblico ministero Andrea Ghironi.
In aula, al momento del verdetto, c’erano anche i genitori di Federico, che non si sono però costituiti parte civile.
Come ha sottolineato il pubblico ministero nella sua lunga requisitoria, la morte del bimbo si è verificata a causa di un evento traumatico e imprevedibile. In pratica i medici e le ostetriche non avrebbero potuto evitare l’evento tragico in alcun modo. Per questo sono stati tutti assolti con formula piena.
I fatti risalgono all’ottobre del 2010 quando la mamma di Federico viene ricoverata in ospedale per un parto naturale con l’epidurale. Il travaglio va avanti per alcune ore. A un certo punto dai tracciati emerge una sofferenza fetale. La situazione si aggrava e i medici decidono di intervenire. Ma il piccolo Federico, quando lo estraggono con il parto cesareo, è già morto. L’autopsia fa luce sulle cause: il piccolo è morto per asfissia, con due giri di cordone ombelicale intorno al collo. Ma, così come avevano sostenuto i consulenti della difesa, quella morte è stata una fatalità, una tragica fatalità. In nessun modo i sanitari avrebbero potuto evitare quell’evento, neanche se avessero sottoposto tempestivamente la donna ad intervento chirurgico per l’estrazione del feto. Per questo anche il pubblico ministero ieri ha chiesto l’assoluzione con formula piena per tutti e quattro gli imputati, facendo così cadere l’accusa di omicidio colposo originariamente formulata. Una richiesta accolta in pieno dal giudice Mauro Pusceddu.
Il processo per la morte di Federico è stato lungo e doloroso. Soprattutto ieri quando il pubblico ministero e i difensori degli imputati (Gianluigi Mastio per Roberto Uras, Pietro Pittalis e Paolo Tuffu per la ginecologa Grazietta Monni, Annalisa Pittorra per l’ostetrica Maria Antonietta Mulas e Lara Sini per Antonia Salis) sono stati costretti a rievocare la vicenda davanti ai genitori di Federico, che hanno assistito ammutoliti a tutta l’udienza. «È una storia tristissima – ha chiosato l’avvocato Gianluigi Mastio – Nessun vincitore in questa tragedia». (g.z.)
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