Attimi di tensione a Idea Motore
I giapponesi a Pratosardo per un sopralluogo scortati dalla polizia
NUORO. Momenti di tensione ieri pomeriggio davanti allo stabilimento di Idea Motore, a Pratosardo, quando si sono presentati, i tecnici della Nidec Sole per portare via i macchinari acquistati all’asta dal colosso giapponese. I lavoratori di Idea Motore hanno cercato di impedire l’ingresso ai dipendenti della multinazionale giapponese che sono riusciti a entrare nello stabilimento solo nel tardo pomeriggio, per un sopralluogo. Poi sono andati via, tra i fischi e le urla dei lavoratori, scortati da alcuni agenti di polizia. I tecnici torneranno nuovamente questa mattina a Pratosardo per smantellare le linee produttive di Idea Motore, un tempo fiore all’occhiello della zona industraile nuorese, e trasferirle in Romania. La multinazionale giapponese ha infatti deciso di proseguire la produzione nell’est Europa, dove i costi della manodopera sono nettamente inferiori rispetto al mercato italiano.
Finisce un sogno, quindi, per i lavoratori di Idea Motore, che hanno lottato per mesi e settimane per salvare la loro azienda. Inutili anche i tentativi di coinvolgere la Regione nella trattativa che nulla ha potuto contro la determinazione della multinazionale del Sol Levante. Ma i lavoratori nuoresi non mollano. Anche oggi resteranno in sit-in davanti a quella fabbrica che per loro ha rappresentato un sogno: poter lavorare in Sardegna, nella loro città.
Anche il sindaco Andrea Soddu ieri ha espresso il proprio rammarico per quello che sta succedendo all’azienda di Pratosardo, «una delle aziende più sane del tessuto produttivo nuorese». Il sindaco in queste difficili settimane è sempre stato accanto ai lavoratori della fabbrica, sostenendo le loro ragioni anche davanti all’assesore regionale all’Industria Maria Grazia Piras. Inutilmente. I giapponesi avevano già chiaro in mente il loro progetto industriale. Ma neanche Soddu si è ancora arreso: chiederà nuovamente alla Regione di intervenire affinché vengano trovate soluzioni per tutelare i lavoratori e le loro famiglie. «La perdita dei posti di lavoro colpisce al cuore una città già messa a dura prova dalla crisi», ha concluso amareggiato.
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