Sorgono, oggi i sindaci in marcia per salvare l’ospedale San Camillo
Lungo corteo di auto verso Cagliari per protestare contro il nuovo piano sanitario della Regione Il sindaco: «Davanti ai centri del potere riaffermeremo lo stato di diritto contro le logiche dei numeri»
SORGONO. Per l’ospedale di Sorgono oggi si profila il giorno più lungo. Dalle montagne del Gennargentu e dalle colline del Mandrolisai, un lungo corteo di auto e pullman si prepara a sbarcare a Cagliari per dire, per l’ennesima volta no, ai tagli alla sanità. In testa gli anziani, gli studenti e le persone che si aspettano il rispetto del diritto alla salute. A fianco i loro sindaci, che hanno indossato l’elmetto della protesta, assieme ai parroci, ai medici, agli infermieri, gli Oss e ai sindacati, mai così tanto battaglieri.
Nelle parole di Giovanni Arru, sindaco di Sorgono, l’essenza dell’unità di un territorio che ha deciso di manifestare «davanti ai centri del potere per veder riaffermato lo stato di diritto e dei diritti, contro le logiche dei numeri».
«Luoghi distanti – aggiunge il sindaco di Atzara Alessandro Corona, che ieri ha spolverato il basco – e non solo fisicamente. Sono convinto che alcuni di loro non conoscono neppure le nostre zone, non sanno cosa vuol dire spostarsi nelle nostre zone per giungere alle loro città». Motivatissimi anche i sindaci di Teti e Tiana, Laila Dearca e Francesco Zucca che ritengono «indispensabile riaprire il dialogo sui diritti», al pari di Angelino Nocco, presidente della conferenza dei sindaci.
Dal Gennargentu più elevato continua a tuonare Gigi Littarru che chiama alla massima mobilitazione per «evitare che l’eredità che lasceremo ai nostri figli sia il deserto istituzionale e fisico, voluto da coloro che con certe scelte politiche ci stanno condannando alla morte civile o all’emigrazione». Anche la triplice, Cgil Cisl e Uil affila le armi per la manifestazione di stamattina.
Le tre sigle ribadiscono il loro impegno a favore della popolazione della Barbagia Mandrolisai, assicurando il loro contributo di manifestanti e idee per la grande manifestazione.
In una nota stampa congiunta, i tre sindacati si dichiarano schierati «senza riserve contro coloro che, per meri criteri ragionieristici vogliono sottrarre uno dei servizi fondamentali del territorio».
Cgil, Cisl e Uil, con le loro bandiere saranno a Cagliari a manifestare il loro disappunto contro le scelte della giunta regionale che con prende in considerazione le esigenze dei cittadini della montagna e che vuole disegnare un futuro di povertà sociale.
La battaglia per assicurare la presenza a Sorgono dell’ospedale e di un livello di sanità accettabile, che garantisca le fasce più deboli sarà sostenuta dal sindacato unitario e ci sentiamo di lottare fino in fondo con tutte le nostre forze insieme alla gente del centro Sardegna. «Non ci piegheremo mai alle logiche di palazzo- aggiunge Dino Contu della Cisl Fp- che intendono penalizzare i territori più indifesi».
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