Un Fondo regionale per il patrocinio legale delle forze dell’ordine
NUORO. Comincia a prendere forma la proposta di legge per “L’istituzione di un fondo regionale per il patrocinio legale ed il sostegno delle spese mediche degli addetti delle forze dell’ordine”. Dopo...
NUORO. Comincia a prendere forma la proposta di legge per “L’istituzione di un fondo regionale per il patrocinio legale ed il sostegno delle spese mediche degli addetti delle forze dell’ordine”. Dopo il convegno organizzato nei giorni scorsi nella biblioteca Satta dalla Uil polizia di Nuoro, parte infatti l’iter di un disegno di legge ad articolo unico (sette commi in tutto) già sottoscritto dai consiglieri regionali Pietro Pittalis (Forza Italia Sardegna), Luigi Crisponi (Riformatori sardi liberaldemocratici), Daniele Cocco (Sinistra ecologia libertà, Sardigna libera), primi firmatari presenti al convegno nuorese, ai quali si è subito unito Alessandro Unali (Rifondazione, Comunisti italiani, Sinistra sarda).
«La Regione Sardegna – recita il primo comma del testo – al fine di dare sostegno ai cittadini residenti nel territorio sardo colpiti da criminalità, istituisce un apposito fondo regionale denominato “Fondo regionale per il patrocinio legale gratuito a sostegno dei cittadini residenti nel territorio sardo colpiti dalla criminalità”.
Presente nell’auditorium della biblioteca Satta anche il questore di Nuoro Paolo Fassari, la sollecitazione politica è partita dai vertici del sindacato di polizia: Pietro Sortino, coordinatore regionale Uil polizia Sardegna; Michele Cirieddu, coordinatore regionale Uil polizia penitenziaria; Giovanni Cabras, segretario generale Uil polizia Nuoro. «Il fondo – recita il secondo comma dell’articolo proposto all’attenzione del legislatore regionale – è destinato ad assicurare il patrocinio a spese della Regione nei procedimenti penali per la difesa dei cittadini residenti in Sardegna che, vittime di un delitto contro il patrimonio o contro la persona, siano accusati di eccesso colposo di legittima difesa o di omicidio colposo per aver tentato difendere se stessi, la propria attività, la famiglia o i beni, da un pericolo attuale di un’offesa ingiusta». «Sono sempre più frequenti – spiega Giovanni Cabras – le azioni legali intraprese dagli stessi criminali in seguito ad operazioni di prevenzione e di contrasto della criminalità a danno degli addetti alle forze dell’ordine che non si vedono sufficientemente tutelati dalle leggi». Da qui la necessità di una normativa apposita. «Gli addetti delle forze dell’ordine rimasti feriti sul campo – spiega ancora Cabras – molto spesso devono sostenere lunghi percorsi riabilitativi e cure onerose che personalmente devono anticipare al Sistema sanitario prima di vedersele riconosciute e rimborsate, del tutto o in parte dalle assicurazioni o dagli aggressori». (l.p.)
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