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Nuoro

M5s: «Il project un mostro da abbattere»

M5s: «Il project un mostro da abbattere»

Durissimo attacco del consigliere comunale Tore Lai: «La classe politica nuorese si deve schierare contro»

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NUORO. «Viste le criticità che stanno emergendo sia a livello amministrativo, sia a livello politico, sia a livello giudiziario, il Movimento 5 Stelle di Nuoro chiede che tutte le forze politiche si schierino contro il project financing dell’Asl, un mostro che pare più consono ad assunzioni clientelari che ad essere un vero volano per l’imprenditoria locale». Un attacco frontale durissimo quello del Movimento nuorese sulla falsariga dell’interrogazione che qualche tempo fa era stata presentata dai senatori e deputati pentastellati e dalla quale è poi scaturito l’intervento dell’Anac (agenzia nazionale anticorruzione) e della magistratura attraverso la Dda, visto che sono state ipotizzate infiltrazioni mafiose nella compagine societaria che sta portando avanti dal 2008 il progetto di finanza da oltre 800 milioni di euro in 30 anni.

«Il project financing nuorese rappresenta la storia del fallimento dei project, uno strumento che avrebbe dovuto fare interagire il pubblico con il privato anche al fine di sopperire alle difficoltà economiche delle casse pubbliche sempre più esigue – ha spiegato Tore Lai, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle –. La caratteristica principale sarebbe dovuta essere il coinvolgimento dei privati nella realizzazione, gestione e accollo totale o parziale dei costi di opere pubbliche in vista di guadagni futuri. Nel caso di Nuoro è stato invece riscontrato quanto lontano sia stato l’utilizzo del project financing rispetto al suo fine ispiratore – ha continuato il consigliere comunale –. Gli elementi fondanti, quali l'utilizzo del capitale privato e il rischio a carico del promotore sono invece stati ribaltati con l'utilizzo di capitale pubblico senza alcun rischio del privato. Almeno – ha insistito Tore Lai – questo è stato stabilito dalla sentenza del Tar Sardegna. Al Giudice amministrativo era stato sufficiente richiamare quanto previsto dall’articolo 20 del contratto di concessione stipulato il 14 maggio 2008: “L'Azienda riconoscerà al concessionario, a fronte delle prestazioni rese in esecuzione del presente contratto, un canone secondo quanto previsto nel Piano economico finanziario...; il canone integrativo per la disponibilità, con riferimento alla realizzazione delle opere, avrà un importo annuale di 4 milioni e 250mila euro più Iva per 25 anni anni e 4 mesi; ...i canoni separati per ciascuno dei servizi prestati all’Azienda ammontanti a euro 24 milioni e 319mila euro annui”. E il giudice amministrativo – ha spiegato il consigliere – aveva infatti stabilito che il contratto di concessione era nullo per l’illiceità della causa e in frode alla legge del Codice civile».

Il consigliere comunale ha anche sottolineato il fatto che il Tar, nella procedura di affidamento, aveva ravvisato che era stata elusa l’applicazione delle norme e dei principi del project financing. «Ma la verità – ha concluso Tore Lai – è che uno strumento che avrebbe dovuto far dialogare il pubblico con il privato e incentivare l’utilizzo di capitali privati per l’ampliamento dei servizi ai cittadini è stato utilizzato male. Diverso sarebbe stato se la gara fosse stata eseguita secondo logiche di mercato, in maniera tale che la multinazionale potesse attingere risorse anche dall’imprenditoria locale a prezzi di mercato, stimolando una sana competizione. Ora la classe politica comunale e regionale, che finora non ha voluto sentire ragioni, dovrà uscire allo scoperto in maniera decisa e c’è un solo modo per farlo: schierandosi contro il project». (plp)

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