La Nuova Sardegna

Nuoro

tribunale

Furti in provincia, dodici giovani finiscono a processo

Furti in provincia, dodici giovani finiscono a processo

NUORO. «Questa indagine l’abbiamo cominciata nel 2007, su delega della Procura di Cagliari che indagava, invece, su una rapina a Muravera. Durante quest’ultima inchiesta, infatti, erano emersi...

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. «Questa indagine l’abbiamo cominciata nel 2007, su delega della Procura di Cagliari che indagava, invece, su una rapina a Muravera. Durante quest’ultima inchiesta, infatti, erano emersi diversi sospetti su un gruppetto di giovani orgolesi. Così ci è stato chiesto di approfondire la vicenda». Dopo i preamboli iniziali, con le richieste di prova, è entrato subito nel vivo, ieri mattina, davanti al tribunale collegiale presieduto dal giudice Giorgio Cannas – a latere i magistrati Tommaso Bellei e Sara Perlo – il processo che vede 12 giovani di Orgosolo a giudizio con l’accusa di aver messo su un’associazione a delinquere che aveva, come scopo quello di mettere a segno furti d’auto, con vari annessi, in tutta la provincia di Nuoro.

I 12 imputati sono: Andrea Taras, Alessandro Dessolis, Giuseppe e Franco Crissantu, Giuseppe Mele, Mario Flore e Pasquale Musina, Gonario Rubanu, Sossio Reccia, Davide Sau, Mario Musina, Mario Costantino Musina. Mentre il folto gruppo di difensori annovera: Giovani Colli, Antonio Secci, Nazarena Tilocca, Giuseppe Talanas, Antonello Cao, Margherita Baragliu, Angelo Magliocchetti, Paolo Tuffu.

Ieri mattina, dunque, il processo nei confronti della presunta banda di giovani orgolesi è cominciato con l’audizione del primo teste della lista del pm Andrea Ghironi: è un ispettore della squadra mobile nuorese. «Dopo aver ricevuto la delega dalla Procura di Cagliari – ha spiegato – mettemmo sotto intercettazione Taras e altri. Ne conoscevamo bene le voci perché le avevamo ascoltate nell’ambito di altre indagini. L’utenza telefonica di Taras, il 3 agosto del 2007, la sera durante la quale avvenne uno dei furti contestati a Orosei, è localizzata a Orosei». Ieri, in aula, uno degli avvocati difensori, Angelo Magliocchetti ha sollevato una questione di inutilizzabilità delle intercettazioni: il collegio giudicante deciderà se accoglierla in una delle prossime udienze. Uno degli orgolesi che era minore all’epoca dei fatti, Antonello Mesina, per questi stessi reati è già stato giudicato e assolto dal tribunale dei minori di Sassari, come chiedeva il suo avvocato, Antonio Secci. (v.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative