“La religione degli antichi sardi”
Massimo Pittau alla biblioteca Satta, verrà intervistato da Antonio Rojch
NUORO. Appuntamento lunedì alle 18,30 nell’auditorium della biblioteca Satta: il giornalista e regista televisivo Antonio Rojch intervisterà Massimo Pittau, considerato il più autorevole linguista e glottologo sardo vivente. L’occasione per la conversazione tra Pittau e Rojch è data dalla presentazione al pubblico dell’ultima fatica letteraria dello studioso, “Credenze religiose degli antichi sardi”, pubblicato di recente dalle Edizioni della Torre. Il volume affronta un lungo periodo storico, che va dal XIII secolo avanti Cristo sino all’epoca bizantina. È da considerare fondamentalmente una raccolta di saggi, ciascuno dei quali affronta le caratteristiche di ogni singola religione e i principali aspetti di essa. Lo scrittore-glottologo è noto negli ambienti scientifici sia per i suoi fondamentali studi sulle lingue etrusche, sarde e protosarde sia per essere tra i più forti sostenitori della funzione esclusivamente religiosa dei nuraghi. Per Pittau è del tutto certo infatti che «le credenze e le usanze funerarie costituiscono il nucleo essenziale di una etnia, la radice prima e principale di un popolo». Tra le altre, molto interessante la parte in cui l’autore affronta le connessioni e parentele tra i sardi nuragici da un lato e le popolazioni dell’antica Etruria dall’altro, e in particolare sulla figura dell’Accabbadora sarda e l’Atropo etrusca; tesi questa avvalorata a seguito di un ritrovamento di uno specchio etrusco dove risultano incisi quattro personaggi mitologici; tra essi “l’inflessibile” Atropo, che tiene con la mano destra un martello, alla maniera dunque della Accabbadora sarda, che determinava la morte di un individuo proprio con un martello. Interverranno il sindaco di Nuoro Andrea Soddu, il commissario del Consorzio pubblica lettura Satta Vannina Mulas, l’editore Salvatore Fozzi e il direttore della biblioteca Tonino Cugusi che coordinerà i lavori. (p.f.)
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