Morte del centauro «Il cavallo sulla strada non era individuabile»
Bolotana, ricostruita in aula la dinamica dell’incidente La tragedia era accaduta dopo una festa a Ortachis
BOLOTANA. «La sagoma del cavallo a quell’ora della sera (erano circa le 21,30 di metà agosto) non era individuabile, nonostante abbia dato per scontato che le luci dell’auto ferma fossero accese».
Il perito Michele Caredda nominato dal gip in sede di udienza preliminare per cercare di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e le cause che aveva portato alla morte di Luca Logu, il giovane barista di Bolotana, rimasto vittima all'età di 29 anni di un incidente stradale mentre in sella alla sua moto percorreva la strada di Illorai, ieri mattina ha deposto in aula al processo che vede due giovani di Bolotana, Carlo Deidda e Salvatore Urrazza, imputati per omicidio colposo. Secondo l’accusa erano stati responsabili dell’incidente nel quale aveva perso la vita Longu mentre, in sella alla sua moto, faceva rientro a casa dopo una serata di festa trascorsa a Ortachis. La vittima era in sella alla sua Aprilia 150 e davanti a lui in moto viaggiava un altro amico.
All’altezza di Monte Senzelo, quest’ultimo, secondo la ricostruzione dei carabinieri, aveva evitato un cavallo fermo sulla carreggiata, mentre Longu non c’era riuscito e dopo l’impatto con l’animale era caduto rovinosamente a terra morendo sul colpo.
I due imputati sono difesi da Gianluigi Mastio, Sebastian Cocco, Nazarena Tilocca e Oliviero Denti.
«Le luci delle auto – ha aggiunto Caredda – potrebbero aver reso difficoltosa la percezione della presenza dell’animale, nonostante l’incidente sia avvenuto in un tratto rettilineo. I due centauri non andavano veloci e la strada non presentava buche. Non so dire – ha aggiunto il perito – quali siano state le ferite che hanno causato la morte del giovane. Non saprei dire se avesse il casco allacciato correttamente, visto che l’ha perso nella caduta. Posso però aggiungere che dopo l’incidente l’auto era stata spostata». Questi punti verranno meglio trattati nel corso della prossima udienza dal l’anatomopatologo Vindice Mingioni che verrà asentito il aula il prossimo 20 giugno. Nel corso di quell’udienza verranno sentiti anche i militari che effettuarono i rilievi e condussero le indagini. (k.s.)
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