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Nuoro

Rete stradale in dissesto: i paesi restano isolati

Macomer, lettera del sindaco Antonio Succu al commissario della Provincia Dure proteste per l’immobilismo dell’ente e l’inerzia dell’ufficio tecnico

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MACOMER. Strade chiuse al traffico, limiti di velocità impossibili per mettersi al riparo dai danni da dissesto e divieti di vario tipo stanno isolando Macomer e il Marghine. Lo stato di abbandono nel quale versa la viabilità provinciale nel centro Sardegna ha già causato incidenti con danni ai mezzi. Per arrivare a Macomer è necessario deviare su percorsi alternativi assurdi, che in qualche caso sono più pericolosi dei tratti di strada chiusi per garantire l’incolumità di automobilisti e mezzi. Il presidente dell’Unione dei Comuni, Antonio Succu, ha inviato una nota all’amministratore straordinario della Provincia, Alessandra Pistis, denunciando l’immobilismo dell’ente di fronte ai problemi della sicurezza stradale e della viabilità nel Marghine e, soprattutto, l’inerzia dell’ufficio tecnico provinciale che dovrebbe occuparsene. I problemi riguardano l’intero territorio, a partire dalla circonvallazione di Sindia, chiusa da due anni, dove i lavori, appaltati e consegnati da tempo all’impresa, sono praticamente fermi. C’è poi il tratto iniziale della Macomer-Nuoro, chiusa al traffico da oltre due mesi per il rischio frane, e c’è infine la Macomer-Borore, dove assieme alle buche si sono moltiplicati i segnali col limite di velocità di 30 km/h. «La situazione ha raggiunto il livello di guardia e la percorrenza delle nostre strade costituisce oggi un serio pericolo per l’incolumità dei Cittadini – scrive Succu alla commissaria della Provincia –. Il 25 maggio la chiamai per sollecitare la rapida chiusura dei lavori “tampone” sulla circonvallazione di Sindia e la riapertura della stessa strada, in attesa del previsto e ben più ampio e articolato intervento strutturale  che dovrebbe porre rimedio agli evidenti errori di realizzazione del passato. A oggi mi risulta che i lavori non siano stati completati e che la circonvallazione sia ancora chiusa. Tutto ciò è ancora più grave se si pensa che con l’avvio della stagione estiva vi sarà un notevole incremento del traffico e dei relativi pericoli». Il presidente dell’Unione dei comuni ricorda poi che «non è minore la pericolosità della strada che collega Macomer al bivio di Borore, dove la Provincia si è “messa in sicurezza”, per via del grave dissesto del fondo stradale, con l’aggiunta di cartelli che prevedono l’abbassamento dei limiti di velocità, che nessuno rispetta». Si sofferma infine sulla la chiusura dell’ultimo tratto della 129 fra il viadotto e l’ingresso di Macomer, «sempre di competenza della Provincia, che aggrava la situazione del traffico veicolare e del disagio, legittimamente lamentato da cittadini e operatori economici». Problema del quale si è fatto carico il comune predisponendo uno studio geologico e convocando una conferenza di servizio, senza che la Provincia, alla quale Succu chiede un maggior impegno nel sollecitare gli adempimenti necessaria alla Regione, abbia mosso un dito. (t.g.t.)

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