Tentato omicidio dell’ex vice sindaco, oggi la sentenza
LULA. La sentenza arriverà questa mattina. Dopo eventuali repliche il giudice per le udienze preliminari Mauro Pusceddu, si ritirerà in camera di consiglio per decidere sulla condanna o sull’assoluzio...
LULA. La sentenza arriverà questa mattina. Dopo eventuali repliche il giudice per le udienze preliminari Mauro Pusceddu, si ritirerà in camera di consiglio per decidere sulla condanna o sull’assoluzione di Raimondo Melone, accusato di «aver pianificato, ideato e commissionato l'omicidio, dell’ex vice sindaco del paese, Giovanni Cabua, avvenuto il 4 giugno del 2014, per un terreno conteso». L’imputato difeso dagli avvocati Gianni Sannio e Nazarena Tilocca si è sempre proclamandosi innocente. Ieri è infatti toccato alla difesa discutere e cercare di smontare l’impianto accusatorio del pubblico ministero Andrea Vacca, basato sulle intercettazioni telefoniche e ambientali che, se da un lato dimostrerebbero la responsabilità dell'imputato, dall’altro invece, ne proverebbero la totale estraneità. Un processo con rito abbreviato condizionato proprio alla trascrizione di alcune intercettazioni, che per gli avvocati dell’imputato erano «incomplete e prive di un riferimento esplicito ai fatti». La difesa di Melone ha toccato tutti gli elementi d’accusa. In particolare negli orari in cui è avvenuto il tentato omicidio l’imputato non poteva essere nel luogo dell’agguato. Per la difesa era invece già nel suo ovile a lavorare. Inoltre per i suoi difensori, e per il consulente della difesa che lo aveva esaminato a lungo, Raimondo Melone è persona affetta da un “disturbo da stress post-traumatico” a causa di alcuni lutti subìti in famiglia e di un'esistenza complicata. «Da tempo è affetto da una forma di disagio psichico che spesso lo porta a bere. E quando parla, anche al telefono, spesso non si rende neanche conto di ciò che dice». Secondo la difesa, infatti, Melone nelle intercettazioni non si riferisce all’attentato a Cabua ma al ferimento di un cane. L’agguato all'ex vice sindaco era stato messo a segno in pieno giorno nelle campagne di Nurai. A sparare secondo gli inquirenti era stato Michele Marras (già a processo davanti al tribunale collegiale) su richiesta appunto di Melone, che covava rancore nei confronti di Cabua (che si è costituito parte civile con gli avvocati Pasquale Ramazzotti e Lorenzo Soro) perchè da lui aveva preso in affitto un terreno dal quale, però, era stato sfrattato. (k.s.)
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