«Paraplegici senza diritti» Sos per malato dorgalese
Parla la moglie di un uomo appena dimesso dall’Unità Spinale di Cagliari «All’ospedale di Nuoro mancano i servizi essenziali, non sappiamo come fare»
DORGALI. «Cerco con grande difficoltà di ritrovare un po’ di fiducia e speranza in ciò che mi attornia. Abbandonati a noi stessi. Non è la disabilità a crearci delle difficoltà ma lo svantaggio quando non c’è l’ambiente adatto ad accoglierla». È il grido di dolore e di allarme di Angela Maria Ambrosio, moglie di un disabile paraplegico che lotta la sua battaglia quotidiana per vivere una vita qualitativamente migliore. «Non è facile vivere su una sedia rotelle e vivere la depressione a causa della perdita di alcune funzioni motorie». L’uomo è stato ricoverato a Cagliari all’Unità Spinale per sei mesi. «Più che un centro è una casa dove si vive in un ambiente protetto – a ggiunge la donna –. Tutti ci hanno aiutato nel nuovo percorso di vita . Lì ti insegnano che non sei diverso, che la vita in carrozzina può offrirti tante cose. Aiutano i familiari, li sostegno, li addestrano per poter aiutare le persone care. Ti senti al sicuro, protetto e speri che un una volta tornato a casa nel tuo territorio di poter trovare la stessa assistenza. Purtroppo non è cosi, nel nostro territorio non c’è un preparazione della lesione midollare ma ancora più grave è che in un ospedale non ci siano gli ausili adeguati per i pazienti che hanno difficoltà motorie. Non si può accettare che in una grande struttura come l’ospedale di Nuoro manchino le cose più importanti ma si è pensato a fare una hall enorme con tutti i confort».
Angela Maria Ambrosio elenca una serie di inefficienze che secondo lei sono presenti a Nuoro. «È facile fare tagli alla sanità e non pensare a quanti problemi si creano ai disabili e alle famiglie». Nella protesta non mancano le liste di attesa lunghissime per i ricoveri, ma ricorda anche che in tutta la Sardegna c’è un solo Centro Spinale con soli 15 posti letto. «Non parliamo dell’attesa per le piaghe da decubito e della pompa baclofen, ci sono solo a Cagliari. L’ospedale di Nuoro è una grande struttura, volendo si possono fare tante cose ma manca l’impegno. Mi chiedo se si siano mai chiesti cosa si prova ad affrontare certe situazioni., Viviamo con delle misere pensioni ed è tutto sulle nostre spalle, non sempre si riesce e a coprire tutte le necessità di cui si ha bisogno. La vita continua e la nostra dignità non ce la possono togliere ma anche noi pretendiamo rispetto. Mi chiedo perché il sostegno che dà la Regione con il cosiddetto ritorno a casa non possono averlo anche i malati come mio marito ma si dà solo alle persone allettate».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google