In mostra i lavori artistici dei pazienti del centro diurno
NUORO. «L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è». Con questa efficace considerazione dell’artista Paul Klee si può ben rappresentare la filosofia che...
NUORO. «L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è». Con questa efficace considerazione dell’artista Paul Klee si può ben rappresentare la filosofia che sottende la prassi del laboratorio di pittura del centro diurno delocalizzato dell’Asl di Nuoro, tenuto dalla maestra Maria Perra, al quale partecipano 25 persone con le più varie caratteristiche psicologiche. Questa attività è culminata nella mostra che è stata inaugurata il 10 giugno, nei locali espositivi retrostanti la fontana di piazza Crispi, a Nuoro. L’esposizione proseguirà sino a oggi. «La pittura e le sue applicazioni nei percorsi della riabilitazione psichica – spiega Franco Salvatore Delrio, psicologo, responsabile del centro diurno delocalizzato di Nuoro – è un campo ricco e stimolante. Durante questi percorsi, infatti, nei partecipanti possono determinarsi significativi recuperi di diverse capacità residue. La pittura rappresenta una modalità di comunicazione che si pone a cavallo tra il canale comunicativo non verbale e quello verbale in quanto, pur affondando le sue radici nel primo, tale forma d’arte ben si presta all'espressione orale dei vissuti, così come vengono sperimentati durante le sessioni di laboratorio. Nel corso di tali sedute, anche grazie alla continua interazione fra i partecipanti, si facilita la rielaborazione cognitiva degli stessi vissuti e, di conseguenza, si determinano maggiori livelli di consapevolezza circa le esperienze effettuate in un confronto dialettico e relazionale».
Le attività del laboratorio di pittura del centro diurno di Nuoro, si presentano, apparentemente, come giocose, ed è anche grazie a questo aspetto ludico che è possibile far passare contenuti e modalità comunicative più consone e adattative alle diverse potenzialità dei partecipanti. Ognuno di essi è portatore di una valenza estetica; l'opera realizzata deve soddisfare il soggetto che la esegue, pertanto non è necessario che il prodotto abbia connotazioni estetiche oggettive, poiché l'espressione è libera e non vincolata ai parametri artistici propri dell'arte intesa nella sua accezione più ampia.
«Di conseguenza – prosegue Delrio – nel laboratorio di pittura del centro diurno, ci si cura che siano assenti giudizi di valore e, con essi, i problemi legati alla prestazione. In altri termini, poiché il soggetto è libero di esprimersi secondo i propri canoni, “il giusto e lo sbagliato” perdono di significato. Questo non vuol dire che le persone non debbano rispettare alcuna regola (gli operatori e la maestra di laboratorio, Maria Perra, hanno curato questo aspetto), diversamente il percorso si impoverirebbe.
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