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Protesta dei sindaci: «L’Asl istituisca il Pua»

di Sergio Secci
Protesta dei sindaci: «L’Asl istituisca il Pua»

Il Piano unico di accesso è lo strumento per l’avvio dell’integrazione socio sanitaria

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SINISCOLA. Il Punto unico di accesso (Pua) è stato istituito dalla Regione nel 2010 al fine di dare avvio e definire la cosiddetta integrazione socio sanitaria.

Sulla base del modello organizzativo proposto dalla Regione il Pua rappresenta il momento di integrazione professionale di diverse figure: infermiere, assistente sociale, personale amministrativo, medico distrettuale e dell’integrazione istituzionale (Asl e Comune) finalizzata all’erogazione di un’assistenza socio-sanitaria, garantendo la continuità e la tempestività delle cure alle persone con problemi socio-sanitari complessi, cui devono essere fornite risposte multiple.

Compito del Punto unico di accesso è pertanto accogliere l’utente e la famiglia, fornendo adeguate informazioni sull’offerta dei servizi, al fine di consentire una scelta consapevole garantendo altresì una valutazione multidimensionale e un progetto personalizzato.

A tutt’oggi però l’Azienda sanitaria di Nuoro, non ha ancora provveduto ad istituire presso il distretto di Siniscola questo servizio nonostante i diversi solleciti e le diverse promesse di imminente istituzione che si sono ripetute nel tempo.

«Questo sta causando una ingiustificata penalizzazione del territorio ed ancor più grave una mancata presa in carico dei cittadini che continuano a ruotare tra i diversi servizi sociali e sanitari quando avrebbero potuto trovare risposte ed accoglienza in un unico servizio – dicono i sindaci di Posada, Torpè, Lodè, Siniscola, Irgoli e Galtellì e Onifai – La persistente assenza di tale servizio a tutt’oggi rischia di fossilizzare i Comuni della Baronia che si trovano ad operare privi di un servizio “essenziale” a cui la Regione ha recentemente affidato un ruolo prioritario e fondamentale nella valutazione del bisogno di cura relativo alle richieste dei progetti della Legge 162/98 e Ritornare a casa con delle scadenze fissate già nei prossimi mesi».

«Alla luce di tali fatti – conclude la nota a firma dei vari sindaci del territorio – si chiede pertanto che l’Azienda Sanitaria barbaricina provveda nell’immediato ad istituire il servizio a favore dei cittadini della Baronia, come d’altronde ha già effettuato per gli altri territori. In caso contrario – concludono i sindaci di Posada, Torpè, Lodè, Siniscola, Irgoli e Galtellì e Onifai – le amministrazioni si riterranno legittimate ad effettuare altre forme di protesta».

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