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La minoranza all’attacco «Tariffe Tari illegittime»

La minoranza all’attacco «Tariffe Tari illegittime»

Macomer, la tassa va oltre i costi sostenuti dal Comune e andrebbe riallineata Una lettera al sindaco per chiedere una riunione del Consiglio per la rettifica

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MACOMER. Le delibere di Consiglio con le quali sono stati approvati il piano finanziario per l’applicazione della Tari 2016 e di conseguenza la tariffa, non rispetterebbero le norme del Dpr del 1999 che regola la materia e pertanto devono essere revocate. La tariffa, infatti, andrebbe ben oltre i costi sostenuti dal Comune per il servizio, per cui andrebbe allineata e ritoccata verso il basso. Lo sostengono i consiglieri comunali di minoranza Rita Atzori, Federico Castori, Giuseppe Ledda, Giuseppe Pirisi e Riccardo Uda in una lettera inviata al sindaco, al presidente della commissione bilancio e al revisore dei conti del comune. Ieri hanno spiegato le ragioni della richiesta in una conferenza stampa. «Poiché i costi e i ricavi registrati nell’esercizio 2015 costituiscono per legge la base di riferimento per l’elaborazione del Piano Finanziario per la Tari 2016 – scrivono nella lettera –, l’aver inserito costi superiori e ricavi inferiori a quelli effettivamente sostenuti e conseguiti costituisce una violazione del Dpr n. 158/1999 e dei commi 482 e 483 dell’art 1 della Legge 147/2013. Ciò comporta conseguentemente la necessità di riconvocare urgentemente il Consiglio comunale per la rettifica delle deliberazioni n. 23 (approvazione del Piano Finanziario Tari) e 24 (approvazione tariffe Tari ) adottate nella seduta del 24 maggio 2016». I consiglieri (ha parlato per tutti Giuseppe Ledda) hanno spiegato che, ai loro conti, il costo di smaltimento per il 2015 (è la base di riferimento per il piano dell’anno successivo) di 665.710 indicato nel piano appare sproporzionato, mentre a loro risulta che siano stati spesi 544.164 euro, circa 120 mila euro in meno rispetto alla cifra indicata. Poi ci sarebbero circa 10 mila euro di maggiori introiti dalla vendita di carta e plastica e un risparmio di 41 mila euro legato alla diminuzione della tariffa da 291 a 191 euro a tonnellata in seguito allo spegnimento dell’inceneritore. I consiglieri di minoranza hanno anche rilevato che nel 1° trimestre del 2016 è diminuita di un terzo la quantità di rifiuti conferiti, con un minore costo di smaltimento che, proiettato su dodici mesi, corrisponde a 110 mila euro. «La somma di queste economie – hanno detto – consentirebbe di ridurre la Tari del 15%». Secondo Riccardo Uda la mancata diminuzione della tariffa sarebbe un tentativo di fare cassa. Giuseppe Pirisi ha detto che «quelli esposti sono dati documentati» e che l’opposizione lavora per fare in modo che i cittadini paghino ciò che è effettivamente dovuto». (t.g.t.)

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