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Migranti, Comuni e associazioni propongono l’accoglienza diffusa

Migranti, Comuni e associazioni propongono l’accoglienza diffusa

Macomer, un progetto alternativo a quello dello Stato per evitare concentrazioni e problemi Venerdì un incontro informativo con la popolazione nei locali delle ex Caserme Mura

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MACOMER. Il Marghine si prepara ad accogliere i profughi che scappano dalle zone di guerra, ma lo fa in modo diverso da come vorrebbe imporre lo Stato e propone un’accoglienza diffusa che eviti concentrazioni inaccettabili che prima o poi finirebbero per creare tensioni e problemi anche con i residenti. Le amministrazioni della zona sono impegnate, anche attraverso l’Unione dei Comuni, le associazioni religiose e le cooperative sociali, nella costruzione di un progetto che dia risposte diverse da quello che lo Stato ha tentato di calare dall’alto con l’ipotesi di utilizzo dell’ex carcere, rivelatasi poi impraticabile. Siccome sulla gestione del problema è giusto che la gente sia informata, l’Unione dei Comuni ha organizzato un incontro informativo sul tema dell’accoglienza dei migranti che si terrà venerdì 8 luglio, alle ore 15,30 nelle ex caserme Mura. Si parlerà delle opportunità dell’accoglienza offerte dalla Regione, dei fondi e delle politiche europee per l’immigrazione e della novità che propone il Marghine, che è quella dell’accoglienza diffusa legata alla sicurezza, alle competenze nella gestione del fenomeno e all’integrazione. Interverranno il presidente dell’Unione dei Comuni, Antonio Succu, Angela Quaquaero delegata della Regione per le politiche sui migranti, Luigi Erriquens esperto in politiche europee, Maria Arca e Martina Vitalone esperte in relazioni d’aiuto e Antonio Manchia, educatore professionale. «I sindaci dell’Unione di Comuni del Marghine e il Consiglio comunale di Macomer, le cooperative sociali e le associazioni di volontariato, l’Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice – spiega il presidente dell’Unione, Antonio Succu, – hanno avviato da circa due mesi una profonda riflessione sul fenomeno dei migranti, visto che oggi le migrazioni non sono più un fatto occasionale ma rappresentano un fenomeno epocale, sul quale l’Europa non è riuscita a esprimere una politica unitaria e al quale i popoli europei stanno rispondendo in maniera diversa e con sentimenti diversi». Dal Marghine parte una proposta diversa dalle soluzioni portate avanti (più spesso imposte) dallo Stato italiano. I sindaci della zona non vogliono concentrazioni come quella che si voleva realizzare nell’ex carcere, tra l’altro costosissima perché per adeguare la struttura sarebbe stato necessario demolirla per costruire locali idonei. Il comune di Macomer non ha alzato barriere all’accoglienza ma ha proposto un’accoglienza diversa da quella definita «del campo di concentramento aperto» che crea problemi sociali e di convivenza con le popolazioni, quando non sono di ordine igienico o legati alla sicurezza. La soluzione ipotizzata prevede la creazione di piccoli nuclei, possibilmente costituiti da famiglie, che si integrino con le comunità che li accolgono e l’assistenza di personale specializzato che curi la mediazione e i rapporti. (t.g.t.)

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