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Nuoro

L’esercito dei pastori in Consiglio «Aiutateci, il settore muore»

Approdata in aula consiliare la vertenza. L’obiettivo è coinvolgere altri Comuni e marciare su Cagliari Il sindaco Soddu : «Il sistema agropastorale va in rovina. La colpa? Dei politici e delle banche»

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NUORO. Parte da Nuoro la mobilitazione in difesa del mondo agricolo- pastorale. Ieri in Consiglio comunale si è discusso dell’annosa questione del prezzo del latte e della grave crisi in cui versa il settore agricolo. Presenti in aula anche molti allevatori che sperano che l’iniziativa, da Nuoro, si allarghi a tutti gli altri comuni del Nuorese. L’obiettivo è fare fronte comune e costringere così la Regione a occuparsi della crisi del mondo agropastorale.

«La vertenza pastori non trova posto nell’agenda politica regionale, e nemmeno in quella nazionale e comunitaria, perché i nostri politici non ragionano, o non lo fanno abbastanza, in termini di sovranità alimentare – ha detto il sindacoAndrea Soddu –. Il sistema agropastorale è al collasso, stritolato da politica, banche e conflitti d’interesse che lasciano l’allevatore abbandonato a se stesso. Da Nuoro oggi arriva chiaro il messaggio che non siamo più disposti a tollerare un massacro che non è solo quello di una professione ma anche quello di una cultura che ha caratterizzato e deve continuare a caratterizzare il nostro territorio». Per questo, ha continuato il sindaco tra gli applausi, «solo da qui poteva partire una presa di posizione decisa, e questo grazie all’impegno di tutto il consiglio comunale che oggi ha regalato alla città un momento di altissima politica».

Il prossimo passo sarà coinvolgere tutti gli altri comuni del Nuorese e costringere così il Consiglio regionale ad affrontare la questione che sta mettendo in ginocchio gli allevatori: il prezzo del latte. Un prezzo troppo basso, soprattutto se confrontato con i costi che, in Italia, sono più alti rispetto all’estero. A parte la manodopera, le leggi italiane prevedono norme precise nell’alimentazione degli animali e nella garanzia di qualità. Il latte italiano, insomma, è più sano ma costa un po’ di più. Il risultato è che molte grandi aziende tagliano gli ordini perché preferiscono acquistare all’estero. L’esercito degli allevatori sardi chiede da tempo un intervento della Regione a tutela di un patrimonio unico, finora senza successo. «Ma da oggi le cose cambieranno», ha assicurato il sindaco.

Il gruppo della Base ha presentato in Consiglio tre proposte concrete, sul prezzo del latte, sui premi al settore agricolo e sulle mense a chilometro zero. «Bisogna creare un’organizzazione che rappresenti almeno il 10% dell’economia sarda e sia così in grado di avere maggiore forza contrattuale con la Regione. L’obiettivo è riportare il prezzo del latte a un euro al litro – ha spiegato la capogruppo Giovanna Zedde – . I premi e i contributi devono poi essere erogati in tempi certi alle aziende agricole». Infine, l’ultima proposta riguarda le mense. «Per rispondere alla crisi è necessario che nelle mense pubbliche siano utilizzati soprattutto prodotti agricoli di origine sarda». (g.z.)

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