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Concorso Lan’Art, premi alla scuola dell’infanzia

Concorso Lan’Art, premi alla scuola dell’infanzia

MACOMER. In tempi di vacche magre, nei quali scarseggiano anche i gessetti per scrivere alla lavagna, per le scuole che la ricevono la fornitura di cancelleria per un valore di 100 euro è come la...

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MACOMER. In tempi di vacche magre, nei quali scarseggiano anche i gessetti per scrivere alla lavagna, per le scuole che la ricevono la fornitura di cancelleria per un valore di 100 euro è come la manna nel deserto. Il concorso “Lan’Art” bandito dal Comune di Macomer in occasione della Mostra zootecnica nazionale tenuta a maggio ha premiato la scuola dell’infanzia di viale Pietro Nenni con 196 voti espressi dai visitatori che hanno compilato l’apposita cartolina. Il concorso “Lan’Art” era rivolto a tutti, ma con una sezione riservata ai bambini delle scuole dell’infanzia e primarie di Macomer.

Al concorso si partecipava creando un oggetto con la lana di pecora che si distinguesse per fantasia, creatività e manualità. Hanno risposto scuole e associazioni che hanno partecipando realizzando manufatti, disegni e creazioni nei quali la fantasia si è sbizzarrita in mille modi con le realizzazioni più singolari. Il base alle cartoline-voto dei visitatori è stata poi predisposta la graduatoria. Prima classificata è la Scuola dell’infanzia di via Pietro Nenni che ha ricevuto 196 voti. Seguono nell’odine la Scuola elementare di Sertinu con 91 voti, l’Associazione anziani Auser con 88 voti, la Scuola elementare di Padru e Lampadas con 67 voti, la Scuola dell’infanzia di sa Corte (51 voti), l’Associazione di volontariato giovanile Vides (50 voti) e la Scuola elementare di Santa Maria (43 voti). Per le associazioni è stata premiata l’Auser. La fornitura di 100 euro di cancelleria per ciascuna è andata alle prime due scuole in classifica: Infanzia di viale Nenni ed Elementare di Sertinu. L’assessore Rossana Ledda spiega le ragioni alla base dell’iniziativa, che è legata ai prodotti della filiera ovina, tra i quali la lana. «La lana e l’orbace – ha scritto nella presentazione del concorso – venivano lavorati dalle operaie dell’Alas. Erano una grande risorsa che, assieme alla produzione del formaggio, è stata alla base della rivoluzione industriale di Macomer». (t.g.t.)

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