Musica alta alla Caletta, la replica del comitato
Siniscola, ora i residenti chiamano in causa l’amministrazione comunale Atzori: «Occorre valutare l’impatto acustico in base alle disposizioni di legge»
SINISCOLA. Non si placano le polemiche sulla movida estiva nei centri della costa e in particolare nella frazione della Caletta dove, le emissioni di decibel fino a notte fonda, ancora una volta stanno suscitato non pochi malumori tra favorevoli e contrari. Dopo le dichiarazioni di Thomas Matzuzzi dell’associazione “Maus” che il 13 agosto dovrebbe organizzare la serata “Smile”, sempre che riesca a superare le difficoltà per ottenere le autorizzazioni per gli orari, arrivano le repliche dei residenti e componenti del comitato ribattezzato “del silenzio”. «Il rumore stanca, fa arrabbiare e alza la pressione – interviene il medico Maria Antonietta Atzori, precisando che il comitato nato alla Caletta è un comitato di salute pubblica – Oltre che essere un centro turistico è un centro abitato, cioè un posto dove abita gente che di giorno lavora e di notte deve dormire. E anche se non dorme, il residente ha il diritto a casa sua di non sentire il continuo rimbombare delle casse acustiche di chiunque decida di fare chiasso per strada – scrive la donna – Di fatto non vi può essere autorizzazione amministrativa che possa legittimare il compimento di un reato come lo è quello previsto e punito dall'art. 659 c.p., in quanto il rumore eccessivo provoca grave e continuato disturbo del riposo notturno di un numero indeterminato di persone, compresi i turisti, in maniera continuativa con seri rischi per la salute pubblica. Ogni 10 decibel l’incremento del rumore cronico determina un aumento del rischio cardiovascolare tra il 7 e il 17 per cento. Il Comune – aggiunge Atzori – non può rilasciare autorizzazioni per intrattenimenti musicali ad altissimo volume in ore dedicate dalle persone al riposo notturno in zona residenziale, come lo è il centro della Caletta. Tanto più ove non esista, per grave omissione dell'autorità preposta, la valutazione dell'impatto acustico in applicazione di precise disposizioni di legge».
Dello stesso tenore l’intervento di un gruppo di residenti che, oltre a richiamare i diritti sanciti dalla Costituzione e le leggi contro l’inquinamento acustico, invitano gli amministratori comunali «ad applicare le leggi su orari ed emissioni di decibel che sono dettate da tale leggi: qui non si tratta di fare favori ad amici e compari o ascoltare le esigenze di uno o dell'altro ma si tratta semplicemente di applicare la legge. Quando si autorizzano certi eventi – scrivono i cittadini – (e non ci riferiamo ad una serata all’anno come ha insinuato il signor Matzuzzi, ma a un modo di fare sistematico e abusivo svolto senza autorizzazioni), il Comune ha l’obbligo di controllare sia gli orari in cui viene fatta musica, sia i decibel emessi dall'attrezzature che sono sicuramente molto sopra ai 46 decibel permessi dalla legge. Bisognerebbe avere un po’ di buon senso nel fare le cose: se il volume della musica fosse stato accettabile nessuno avrebbe tirato fuori il problema ma purtroppo non è così. Le discoteche sono le discoteche – aggiungono – i bar sono i bar soprattutto quando sono in un centro abitato e non rispettano le normative. Il 13 agosto c'è la serata Smile, ma ci vorreste far credere che il 14 agosto non ci sarà musica? Dal 10 agosto al 28 agosto in ogni bar della Caletta si può far musica tutte le sere fini all’una e mezza di notte. Ma – concludono – nessuno controlla se l’orario viene rispettato e ancora peggio nessuno controlla i decibel emessi dalle casse».
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