Edilizia in recessione: solo ristrutturazioni e nessuna nuova casa
Macomer, gravi ripercussioni sulle imprese e sull’indotto Non ha dato risultati neanche la sanatoria a Coronas
MACOMER. Se negli anni scorsi per l’edilizia si poteva ancora parlare di crisi, nel 2016 il termine per definire le difficoltà del settore è recessione. Nei primi sei mesi di quest’anno sono state rilasciate sono 9 permessi di costruire, che sono poi le vecchie licenze edilizie, e sono state presentate 28 dichiarazioni uniche per interventi edilizi (Duap).
Sfogliando gli elenchi emerge che non c’è nessuna richiesta per costruire nuove case. I lavori autorizzati consistono per la gran parte in piccole ristrutturazioni. L’unica nuova costruzione autorizzata è la Rsa che sorgerà a Nuraghe Ruju dietro il complesso del Distretto sanitario, ma si tratta di un rinnovo (il terzo) perché la prima concessione è stata rilasciata due anni fa. Si potrebbe definire «nuova costruzione» la realizzazione di un fabbricato in campagna da destinare a pollaio o porcilaia per la quale è stata presentata una dichiarazione unica lo scorsa primavera, ma si tratta di locali di piccole dimensioni, niente a che vedere con quelli che un’attività edilizia frenetica alimentata da un’economia fiorente ha prodotto negli anni Ottanta e Novanta e, se vogliamo, fino a una decina di anni fa quando ancora i redditi dei macomeresi consentivano di costruire casa.
Il numero delle autorizzazioni edilizie (permessi di costruire più Suap) dal 1° gennaio al 30 giugno è inferiore a quello che negli anni Novanta veniva rilasciato in un mese. Complessivamente, infatti, sono 37 le autorizzazioni rilasciate nei primi sei mesi di quest’anno. Il piano urbanistico adottato dal comune di Macomer quindici anni fa prevedeva un’espansione più o meno simile a quella dei decenni precedenti, invece l’edilizia è entrata in una fase di stagnazione che non si annuncia breve, anche perché la tassazione sugli immobili, che un tempo anche a Macomer erano un bene rifugio per gli investimenti, non invoglia a comprare casa e, di conseguenza, a costruire.
Niente nuove costruzioni nei primi sei mesi dell’anno, dunque, ma non è che le cose vadano meglio con le ristrutturazioni e altri piccoli interventi per i quali è richiesta un’autorizzazione. Gran parte di quelle rilasciate dal primo gennaio a fine giugno del 2016 si riferisce a piccoli lavori di ristrutturazione di locali esistenti, varianti per lavori già autorizzati, rifacimenti di tetti, ampliamenti insignificanti, divisioni di locali, accertamenti di conformità e cambio di destinazione d’uso. In alcuni casi non sono previsti neanche lavori. Le Duap, invece, riguardano risanamenti, cambi di destinazione d’uso, piccole varianti, modifiche alla distribuzione degli spazi interni o dichiarazioni di agibilità. Era attesa una risposta in termini di interventi edilizi dopo la sanatoria sugli usi civici che ha consentito di perfezionare la proprietà delle case di Coronas, ma nei primi sei mesi del 2016 la ricaduta è stata insignificante. Le ripercussioni della stagnazione edilizia sono pesanti e si fanno sentire sulle imprese del settore e dell’impiantistica, molte delle quali hanno cessato l’attività. Gli effetti della crisi si fanno sentire anche sulle attività che commerciano materiali.
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