Concessioni da rifare, protestano gli operatori turistici
Federalberghi e Sib balneari Nuoro Ogliastra attaccano: «La sentenza della Corte europea che impone all'Italia di mettere all'asta le concessioni demaniali fa saltare un intero sistema di imprese...
Federalberghi e Sib balneari Nuoro Ogliastra attaccano: «La sentenza della Corte europea che impone all'Italia di mettere all'asta le concessioni demaniali fa saltare un intero sistema di imprese balneari e di concessioni alberghiere in tutto il territorio della vecchia provincia di Nuoro».Da San Teodoro a Tertenia, fino ad arrivare a Bosa, gestori di stabilimenti e albergatori sono preoccupatissimi sugli sviluppi di quanto accadrà nei prossimi mesi. È quanto dicono Salvatore Comida (Tortolì) e Walter Mameli (Barisardo), rispettivamente presidente del Sindacato italiano Balneari e Federalberghi aderenti a Confcommercio Nuoro Ogliastra.
«Con le gare chiunque potrà aggiudicarsi concessioni che storicamente erano in mano a imprese locali che hanno sempre garantito posti di lavoro e servizi con grande attenzione del territorio», afferma Salvatore Comida che rappresenta i balneari. Walter Mameli della Federalberghi aggiunge: «Che accadrà agli alberghi che non avranno una loro concessione e saranno ostaggio di personaggi che nulla hanno a che vedere con le attività locali? Privare un hotel della “propria” spiaggia significa condannarlo a morte sicura».
Comida e Mameli rimarcano : «Sono oltre 600 le imprese coinvolte tra alberghi, stabilimenti balneari, ristoranti, chioschi, bar, si stima un'occupazione di quasi 1.800 persone. Il problema è stato sottovalutato sia a livello nazionale che regionale, ora si creerà un caos che da un lato è stato favorito da una normativa regionale che regola i Pul (Piani di utilizzo dei litorali), astrusa e incomprensibile, che di certo a fatto pensare come le concessioni siano un puro fatto urbanistico, frazionando le competenze ai singoli comuni e non mantenendole in capo alla regione e dimenticando che l'accoglienza in spiaggia è un fatto strettamente turistico».E concludono: «Si rischia il collasso e la palla passa al governo nazionale che la deve smettere di dormire e trovare immediatamente delle soluzioni al problema e dalla regione che deve porsi il problema di non lasciare agli umori dei singoli sindaci i Pul, ma provvedere ad una pianificazione unitaria per evitare atteggiamenti localistici che già hanno prodotto molti danni alle imprese balneari e alberghiere.Non c'è più tempo da perdere». (l.cu.)
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