Regione pronta al ricorso sull’inceneritore bocciato
La giunta e il Consorzio industriale impugneranno la sentenza del Tar su Tossilo I lavori sono stati affidati un mese fa per un importo di 40 milioni di euro
MACOMER. La Regione e il Consorzio industriale di Macomer impugneranno la sentenza del Tar di Cagliari che ha bocciato il progetto di revamping dell’inceneritore di Tossilo. Questo l’orientamento emerso dopo una prima valutazione della decisione dei Tribunale amministrativo regionale che di fatto annulla il progetto per la realizzazione di un nuovo impianto di termovalorizzazione dei rifiuti nella zona industriale di Macomer. La sentenza del Tar dovrebbe anche fermare i lavori, che erano già iniziati con gli sbancamenti nel lato in cui il nuovo impianto dovrebbe sostituire le due vecchie linee dismesse. La sentenza, che è arrivata venerdì quando gli uffici erano già chiusi, sarà valutata con attenzione la prossima settimana per decidere il da farsi. Si dovrà anche decidere se i lavori dovranno essere fermati in attesa dell’esito del giudizio in appello, che comunque allungherà i tempi. Soprattutto quando sono in ballo appalti di opere pubbliche, rispetto al Tar il Consiglio di Stato è comunque abbastanza celere nelle decisioni, per cui la sentenza potrebbe arrivare già entro l’anno. La decisione del Tar non dispone esplicitamente la fermata dei lavori, ma annulla il procedimento autorizzativo. Andare avanti significherebbe realizzare un progetto non autorizzato con tutte le conseguenze che derivano.
A questo punto si innescano altri ragionamenti sui quali Regione e Consorzio valuteranno nel corso della settimana. In tempi brevissimi si dovrà decidere cosa fare. Alla base della sentenza del Tar che ha accolto i ricorsi delle associazioni “Non bruciamoci il futuro” e “No waste Sardegna”, dell’Unione dei comuni della Barbagia (ne fanno parte Gavoi, Lodine, Ollolai, Olzai, Oniferi, Ovodda, Sarule e Tiana) e del comune di Nuoro, è principalmente il fatto che il nuovo inceneritore che si sta realizzando a Macomer contrasta con il piano regionale dei rifiuti approvato nel 2008, che tra l’altro è scaduto perché non è stato aggiornata dopo i sei anni previsti. L’inceneritore di Tossilo avrebbe dovuto continuare a bruciare rifiuti fino alla realizzazione di un nuovo impianto a Fiume Santo e non ne era prevista la sostituzione.
I lavori di realizzazione del nuovo inceneritore di Tossilo sono stati consegnati attorno al 20 giugno all’associazione temporanea di imprese che fa capo alla società Area Impianti di Albignasego in provincia di Padova, che si era aggiudicata la gara bandita due anni fa. Il cantiere è stato già avviato. Il progetto è stato affidato col sistema dell’appalto-concorso. Per realizzarlo è disponibile un finanziamento pubblico di oltre 40 milioni euro. Ora i giochi sono fermi in attesa del ricorso e del pronunciamento del Consiglio di Stato. La situazione di incertezza crea un forte allarme fra i lavoratori dell’impianto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google