La Nuova Sardegna

Nuoro

Bilancio, minoranza all’attacco: «Ricorso alla Corte dei conti»

di Francesco Pirisi
Bilancio, minoranza all’attacco: «Ricorso alla Corte dei conti»

Critici Bianchi e Moro del Pd, Salvatore Siotto e Tore Daga «Scarsa conoscenza della finanza pubblica e molto fumo»

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Il bilancio presentato dalla giunta comunale e approvato dieci giorni fa dal consiglio non sarebbe veritiero. A sostenere questa tesi sono gli esponenti della minoranza del Pd, Sandro Bianchi e Leonardo Moro, il rappresentante del gruppo “La Nuoro che vogliamo”, Salvatore Siotto, e l’ex assessore al Bilancio, Tore Daga. E in una conferenza congiunta in municipio, proprio Daga, conti alla mano, ha dichiarato di auspicare «un ricorso alla Corte dei conti da parte dell’opposizione». Via non improbabile, anche a sentire i destinatari dell’invito: «Dobbiamo completare l’esame del documento di previsione per poi passare al consuntivo. Il voto su questi atti è una presa di responsabilità da parte di chi li adotta e noi abbiamo il dovere di metterla in evidenza» è stata la sottolineatura dell’ex sindaco Sandro Bianchi.

I 70 milioni sarebbero molti di più di quello che l’ente locale è destinato a incassare da Stato, Regione e tasse. Tore Daga toglie fuori a una a una le cifre, ritenute approssimate con eccessivo ottimismo. Eccole: «Il recupero della Tarsu (la vecchia tassa sulla raccolta dei rifiuti, ndc) per l’amministrazione Soddu vale un milione e mezzo all’anno, quando la cifra assestata negli esercizi finanziari precedenti è di 700mila euro. Pensare di poter fare di più non è realistico. Stesso discorso per l’Ici: si prevede un recupero di un milione di euro quando ci si è sempre fermati a 500mila. Così come sono sovrastimati gli 800mila euro di incassi per le infrazioni al codice della strada, rispetto alla media di mezzo milione».

La minoranza rievoca un epiteto, quello di «finanza creativa», in auge qualche anno fa prima delle strette di Bruxelles. La causa per Moro deriva dal fatto di «non conoscere la finanza pubblica». Il tiro non è alleggerito dopo le recenti comunicazioni da via Dante. L’ultima dell’assessore ai Lavori pubblici, Antonio Belloi, sull’avvio dell’intervento per la riqualificazione della scuola di via Tolmino. E, così, quella dello stesso Andrea Soddu, riunito con alcuni dirigenti della Regione per definire il percorso di nascita del polo culturale, al quale è legato il futuro di biblioteca “Satta”, museo Man e università.

Bianchi e Moro l’hanno derubricato a un «salottino, dove erano presenti i capi di gabinetto di due assessorati, ma mancava la presenza politica, la sola in grado di assumersi responsabilità. Senza sminuire il valore dei due dirigenti». Insieme alla sostanza si contesta la forma. Ancora Moro: «Si dovrebbe avere l’onestà intellettuale di dire che le opere annunciate da Soddu e assessori sono state progettate e finanziate durante la nostra amministrazione. Quando hanno parlato di noi è stato per intestarci presunte nefandezze e buchi di bilancio dei quali non hanno ancora provato l’esistenza». Stesso discorso per i fondi non spesi, dalla galleria di Mughina all’anfiteatro, per i quali chiedono di conoscerne il destino. Mentre danno per persi i 9 milioni della Regione per il palazzetto dello sport.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative