Macomer, il degrado di piazza Caduti «È in abbandono»
Anche la fontana ha ceduto e non ci sono più gli zampilli L’assessore Masia: «Mancano i soldi per sistemare tutto»
MACOMER. È stata completata meno di dieci anni fa, ma piazza Caduti del Lavoro sembra nata vecchia, non nel senso di antico, ma dei problemi nati con la stessa piazza. A distanza di dieci anni dalla sua realizzazione (è stata ultimata e aperta alla fine del 2006, ma i lavori, preceduti dalla demolizione del mercato civico iniziarono nel mese di maggio del 2003) il degrado è visibile dovunque. Il cuore della piazza doveva essere una fontana con vasca e zampilli simile a quella di piazza Roma di Oristano (tra la Torre di Mariano e l’inizio di via Tirso), la fontana di Macomer, costata 150 mila euro, ha zampillato per qualche giorno, poi è stata spenta perché il vento dominante e costante mandava l’acqua sui passanti e sui tavolini sistemati all’esterno dei bar nelle vicinanze. Oggi, anche volendo, non si può metterla in funzione a causa di difetti di costruzione gravi. L’isolamento superiore, infatti, è lesionato e l’acqua finisce sulle macchine nel parcheggio interrato sotto la piazza. Quello che doveva essere il salotto nel cuore della città oggi presenta le conseguenze dei limiti e dei problemi che in fase di realizzazione probabilmente sono stati sottovalutati. «Per rimettere in funzione la fontana servono soldi che non ci sono – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Sergio Masia –. Lo stesso discorso vale per la piazza che da subito ha iniziato a cadere a pezzi. A Roma ci sono piazze che hanno secoli e la pavimentazione in travertino è rimasta al suo posto. A Macomer già dal primo anno si staccavano le lastre delle gradinate. Questa piazza è costata cara, anche perché per realizzarla è stato demolito il mercato civico. A pagare il prezzo più alto furono commercianti della zona a causa delle strade chiuse al traffico e di un cantiere senza fine che è andato avanti per più di tre anni».Evidentemente a Macomer il travertino dei gradini e della pavimentazione ha un comportamento diverso. A Roma è al suo posto da secoli, ma a Macomer si stacca o va in frantumi.
Il finanziamento iniziale per la realizzazione della piazza era di due miliardi e 300 milioni delle vecchie lire, ma con gli imprevisti (a partire dai banchi di roccia trovati nell’aerea di scavo che hanno comportato interventi piuttosto costosi) alla fine si è speso di più. In primavera e nei mesi estivi la piazza è frequentata, ma nei mesi invernali è impraticabile.
Il cantiere iniziato nel 2003 e andato avanti per tre anni e la conseguente chiusura al traffico delle vie attorno hanno provocato al chiusura di diverse attività commerciali che si affacciavano nella zona. La chiusura a traffico del Corso per altri lavori eseguiti in quel periodo hanno segnato la fine del cuore commerciale di Macomer che gravitava tra la via principale e l’area del mercato. (t.g.t.)
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