La Finanza trasloca a Bosa e chiude tutti gli uffici
Macomer, nuovo colpo dopo la chiusura di tribunale, carcere e altre istituzioni Inutili tutti i tentativi di salvataggio: il vice ministro non ha mai risposto
MACOMER. La Guardia di Finanza se ne va e oggi sarà l’ultimo giorno di attività della tenenza di via Uguagliaza. Il trasloco di documenti, apparecchiature e arredi è già iniziato. Ieri i camion di una ditta incaricata del trasporto hanno fatto la spola tra Macomer e la sede della brigata di Bosa Marina alla quale è stata accorpata quella di Macomer. Dal 1° agosto la sede di via Uguglianza sarà vuota. Il personale (sedici finanzieri) sarà trasferito a Bosa, Oristano e Nuoro. Quasi tutti risiedono in città. D’ora in poi dovranno viaggiare con i costi che ne derivano. Lo Stato che smantella e arretra ritirandosi da Macomer non ha esitato a tagliare ancora ed è andato avanti a testa bassa anche con la tenenza della Guardia di Finanza. Poco probabile, per non dire impossibile, che si riesca a recuperarla. Le iniziative e le azioni verso il governo portate avanti anche a livello parlamentare non hanno prodotto nessun risultato. Il vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Enrico Morando, al quale il sindaco, Antonio Succu, aveva scritto a fine giugno richiamando l’attenzione sul fatto che la città e il territorio hanno subìto negli ultimi anni la chiusura del tribunale, del carcere, del giudice di pace e del posto di polizia ferroviaria nella stazione delle Ferrovie dello Stato, non ha mai risposto. La risposta è arrivata in modo indiretto ieri mattina con l’inizio del trasloco che si concluderà oggi con la chiusura della tenenza. Per qualsiasi esigenza, da lunedì sarà necessario rivolgersi agli uffici della Guardia di Finanza di Bosa Marina o Nuoro. «L’inesorabile arretramento dello Stato dal nostro territorio – dice il sindaco – sta determinando sfiducia nelle istituzioni, che sommandosi alla profonda crisi economica di cui non si vede fine, genera nella collettività un senso di scoramento e desertificazione che contribuisce non poco allo spopolamento e all’inibizione degli investimenti». Il fatto grave è che se ne va un altro servizio importante la cui presenza è stata fondamentale quando Macomer era in pieno sviluppo economico e produttivo. La chiusura degli uffici sarebbe legata a un provvedimento del commando generale del 29 aprile e sarebbe legato ai costi. La sede di Macomer è ospitata in locali di proprietà privata che hanno un costo di locazione di 12 mila euro all’anno, mentre la caserma della brigata di Bosa Marina è di proprietà dell’amministrazione finanziaria. «La nostra amministrazione – dice il sindaco –, pur di conservare in città la tenenza, ha più volte proposto la concessione di una struttura comunale a canone pressoché gratuito, senza aver mai ricevuto risposta su un progetto predisposto dal nostro ufficio tecnico e sottoposto alla valutazione della Guardia di Finanza». (t.g.t.)
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