La Nuova Sardegna

Nuoro

Identitades, maschere da tutto il mondo

Successo del carnevale tradizionale estivo esteso a dieci nazioni estere e a tredici gruppi isolani

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FONNI. «Concluso questo fine settimana da record, vogliamo esprimere tutta la nostra soddisfazione per l'eccezionale andamento di "Identidades". Un grazie dal profondo del cuore a tutte le persone che ci hanno aiutato in maniera privata o in rappresentanza di Associazioni, agli sponsor, al sindaco Daniela Falconi e a tutta l'amministrazione comunale, a tutte quelle persone che hanno contribuito in qualsiasi modo allo svolgimento di questo meraviglioso evento. E naturalmente un doveroso ringraziamento va al numerosissimo pubblico presente sabato a Fonni, questo successo ci ripaga dell’enorme sforzo fatto». Così l'associazione Urthos e Buttudos sui social network all'indomani dello straordinario successo di Identidades, festival che ha abbianato a una giornata di studio sul carnevale un'altra dedicata alla sfilata delle maschere tradizionali di dieci Paesi da tutto il mondo, due italiane e tredici gruppi identitari sardi. Il tutto al cospetto di docenti universitari, teologi, ricercatori di università che vanno dalla Serbia all'America latina, sino agli autorevoli esponenti del carnevale di Viareggio. E soprattutto ai delegati del Fecc e dell'Unesco.

Identidades voleva essere un progetto inclusivo e in questo il successo è stato centrato in pieno e chi è mancato si è perso uno spettacolo mondiale. C'era il meglio del carnevale sardo nelle strade di Fonni sabato sera, immerso nel carnevale messicano, colombiano, serbo, croato e via con tutti i gruppi. Quello che gli organizzatori non si aspettavano è stato lo straordinario successo di pubblico. Coronato poi dall’eccezionale partecipazione al festival internazionale del folk organizzato dall'associazione Brathallos che ha portato circa duemila persone a seguire le danze popolari di mezza Europa nel cortile dei martiri. «Quando abbiamo cominciato – spiega Giambattista Balloi- presidente del sodalizioo organizzatore – pensavamo di festeggiare alla grande il nostro ventennale di attività. Grazie alle idee del Fecc e dei ricercatori che svolgono le preziose ricerche sul carnevale fonnese e sardo in genere, abbiamo cercato di dare una connotazione scientifica finalizzata ad un riconoscimento globale per il carnevale sardo. Non ci aspettavamo di certo un così alto riscontro dal pubblico che ci ha stupiti».

Ora bisogna lavorare per il futuro. «La presenza del mondo accademico – conclude Rita Porcu, del Fecc Sardegna – ha dato un segnale chiaro. Nel mondo la ricetta vincente è la valorizzazione di una tradizione popolare, con criteri scientifici e di ricerca. A Fonni il segnale lanciato è stato molto chiaro e il gradimento dimostrato dal pubblico è un ulteriore segnale forte». (g.m.)

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