La Nuova Sardegna

Nuoro

Interrogatorio per l’allevatore fratricida

di Kety Sanna
Interrogatorio per l’allevatore fratricida

Gaetano Porcu, reo confesso, comparirà stamattina davanti al giudice. Nel pomeriggio l’autopsia sul cadavere del fratello

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SARULE. Verrà interrogato questa mattina Gaetano Porcu, l’allevatore 58enne di Sarule accusato dell’omicidio del fratello Antonio di 64 anni, sabato mattina intorno alle 8 nella località di “Sa badde e s’appara”. L’uomo, rinchiuso nel carcere di Badu ’e Carros, alla presenza del suo avvocato dovrà scegliere se rispondere alle domande del gip che in questa sede valuterà se permangono le condizioni di applicabilità e le esigenze cautelari nei confronti dell’indagato. Gaetano Porcu sabato mattina si è presentato spontaneamente nella caserma dei carabinieri di Sarule per autodenunciarsi. È stato lui ad indicare ai carabinieri il luogo del delitto ma non ha ancora fornito elementi per far ritrovare l’arma usata. Porcu ha ucciso il fratello con due, o forse tre colpi di pistola esplosi da distanza ravvicinata. Sarà l’autopsia sul cadavere della vittima, prevista nel pomeriggio di oggi, a stabilire con esattezza il numero dei proiettili che hanno raggiunto Antonio Porcu all’addome uccidendolo sul colpo. Pare che tra i due fratelli, tra i quali non correva buon sangue da tempo, per questioni legate ad alcuni terreni di famiglia, sia scoppiato l’ennesimo litigio. Antonio stava per lasciare la sua azienda agricola quando, mentre si accingeva a chiudere il cancello, è stato raggiunto alle spalle dal fratello che ha un terreno poco distante dal suo. Hanno iniziato a discutere, a rivangare questioni passate ma mai risolte, fino a che gli animi si sono ancora una volta infuocati. Ma sabato Gaetano Porcu era armato. Alla cintola aveva una pistola, non si sa se detenuta legalmente, l’ha estratta e ha fatto fuoco. Per due o tre volte, colpendo a morte il fratello maggiore che è stramazzato sul selciato polveroso di “Sa badde e s’appara”. Forse solo allora Gaetano Porcu si è reso conto di quel che aveva fatto. È salito in macchina, ha percorso i pochi chilometri che separano la campagna dal paese e si è diretto in via San Bernardino, dove si trova la caserma dei carabinieri. Lì è rimasto, mentre attorno al cadavere del fratello gli inquirenti e il magistrato svolgevano i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica del delitto. Intanto il via vai a casa della famiglia di Antonio Porcu è stato incessante. Tutto il paese si è stretto attorno alla famiglia dell’ucciso, alla moglie Giovanna e ai tre figli colpiti dalla tragedia. «Signore, Dio della mia salvezza, davanti a te grido giorno e notte. Giunga fino a te la mia preghiera, tendi l'orecchio al mio lamento». Con il salmo 87 il parroco don Roberto Carta ha introdotto l’omelia rivolgendosi ai fedeli. «La nostra comunità è nell’angoscia per la tragica morte di Antonio. Non abbiamo tante parole. Se ce ne fosse qualcuna, sia solo di bene e di pace, anche nel dolore. L’odio non vale. Mai». I funerali verranno celebrati domani.

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