Ha ucciso il fratello con 3 colpi di pistola al torace e in faccia
Gaetano Porcu sarà interrogato oggi in carcere a Nuoro Introvabile l’arma. Stasera alle 16 i funerali di Antonio Porcu
NUORO. Tre colpi di pistola. Due al torace e uno al viso. Gaetano Porcu, 58 anni, un allevatore di Sarule, ha sparato al fratello Antonio, 64 anni, da breve distanza. Probabilmente al culmine di un litigio. Forse, mentre si stava allontanando dopo l’ennesimo inutile concitato colloquio con il fratello per un terreno conteso.
Tre colpi mortali come è stato accertato dalla perizia nescroscopica eseguita nel pomeriggio di ieri dall’anatomopatologo, Vindice Mingioni, nella camera mortuaria dell’ospedale San Francesco di Nuoro. L’esito dell’autopsia sarà consegnata al sostituto procuratore della Repubblica, Giorgio Bocciarelli, titolare dell’inchiesta sul fratricidio di Sarule.
Un elemento in più che potrà essere utilizzato durante l’interrogatorio che si svolgerà questa mattina nella carcere di Badu ’e Carros, dove Gaetano Porcu è detenuto da poche ore dopo il delitto. L’assassino reo confesso, durante l’interrogatorio davanti al pm e al gip, sarà assistito dall’avvocato Francesco Mario Peddio. Non è improbabile che nell’interrogatorio odierno possa essere risolto anche l’ultimo mistero dell’assurdo delitto: la pistola.
Subito dopo aver assassinato il fratello all’ingresso del tancato nelle campagne di “Sa badde s’appara”, Gaetano Porcu si era diretto verso la caserma dei carabinieri di Sarule per costituirsi e raccontare quel che aveva appena fatto. Ma era disarmato. Era visibilmente in stato di choc e non era riuscito a spiegare molti particolari della tragica vicenda e, in particolare, non ricordava assolutamente dove fosse finita la pistola calibro 7,65 con la quale aveva appena ucciso il fratello. Un vuoto di memoria che potrebbe colmare questa mattina durante l’interrogatorio. Il ritrovamento della pistola permetterebbe al magistrato di scrivere la parola fine sull’inchiesta. Resta solo da capire perché Gaetano Porcu girasse armato. Elemento fondamentale visto che l’accusa nei suoi confronti potrebbe assumere contorni ancora più pesanti. Finora, tutto ha lasciato pensare che quello di “Sa badde e s’appara” possa essere stato un delitto d’impeto. Un eccesso di rabbia incontrollata al culmine dell’ennesimo litigio. Diversa sarebbe invece la sua posizione se venisse accertato che era uscito da casa armato proprio per affrontare il fratello. A quel punto, l’accusa nei suoi confronti sarebbe aggravata dalla premeditazione, nonostante la costituzione immediata e la confessione. Elementi che dovranno essere valutati dai magistrati al termine dell’interrogatorio di questa mattina.
Stasera alle 16 a Sarule nella chiesa di San Michele Arcangelo saranno celebrati i funerali di Antonio Porcu. (plp)
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