L’incendio di luglio ha distrutto anche tutte le recinzioni
BORORE. A distanza di un mese e mezzo dall’incendio che il 1° luglio ha percorso le campagne di Borore, Birori, Bortigali e Dualchi per riaccendersi il giorno dopo, interessando anche i territori di...
BORORE. A distanza di un mese e mezzo dall’incendio che il 1° luglio ha percorso le campagne di Borore, Birori, Bortigali e Dualchi per riaccendersi il giorno dopo, interessando anche i territori di Noragugume, Aidomaggore e Sedilo, si ha la dimensione chiara dei danni lasciati dal fuoco sul terreno. Il più evidente è il pascolo, che non c’è più. La generosità degli allevatori di gran parte della Sardegna, che hanno risposto all’appello lanciato dai sindaci, ha consentito di tamponare l’emergenza. Le scorte di foraggio raccolte dovrebbero consentire alle aziende zootecniche colpite di andare avanti fino all’autunno, quando si spera che arrivino le piogge e che l’erba cresca di nuovo nei terreni percorsi dal fuoco.
Ci sono però altri danni ai quali non si potrà porre rimedio facendo appello alla solidarietà. Nei terreni percorsi dall’incendio il fuoco ha distrutto tutte le recinzioni, a partire da quelle che delimitano i fondi e quindi le diverse proprietà, ma soprattutto quelle che chiudono i terreni impedendo agli animali al pascolo di uscire sulle strade. Per ripristinare almeno le recinzioni a bordo strada servono centinaia di migliaia di euro che i titolari delle aziende di allevamento non hanno. Lo stato di calamità naturale proclamato dai Comuni finora non ha avuto riscontri in termini di aiuti economici. Il ripristino delle recinzioni lungo le strade è fondamentale per impedire che l’uscita degli animali al pascolo possa causare incidenti.
Altri danni causati dall’incendio il ° luglio e il giorno successivo quando ha ripreso ad ardere, riguardano le piante. Il fuoco ha ridotto in cenere migliaia di querce da sughero. Molti alberi, ormai secchi, dovranno essere abbattuti e ripiantati. (t.g.t.)
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