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Nuoro

Il vescovo: basta egoismi, risvegliamoci

Il vescovo: basta egoismi, risvegliamoci

Sarule, grande partecipazione al funerale di Antonio Porcu. L’omicida, il fratello Gaetano, è stato interrogato in carcere

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SARULE. «Perché? È una domanda che, davanti a un episodio come questo, ci obbliga a una risposta. Perché, invece che l’amore insegnato da Dio nella vita mettiamo davanti il desiderio dell’avere materiale, del possedere, l’ambizione? Fino ad arrivare a non rispettare la vita, il grande dono di Dio. Ma ora faremmo un errore ancora più grande se ce la prendessimo con Caino e ci limitassimo a dare la colpa a lui di una vita non in linea con i valori cristiani». Queste le parole del vescovo di Nuoro, Mosè Marcia, durante l’omelia della messa per i funerali di Antonio Porcu, 64 anni, assassinato con tre colpi di pistola dal fralello Gaetano, 58 anni.

Momenti di grande commozione e poi alla fine della messa è intervenuto don Roberto Carta, originario di Fonni, da quattro anni parroco a Sarule, che ha pronunciato parole di conforto per i familiari della vittima in lacrime la moglie di Antonio Porcu, Giovanna e i figli Antonella, Francesco e Salvatore. E infine, un monito alla comunità: «Possiamo riprendere un cammino di giustizia e unità se togliamo la maschera dell'ipocrisia, dove spesso hanno la meglio gli egoismi e la brama del possedere, che spostano l'obiettivo di una vita da cristiani e lo stesso spirito comunitario».

Il corteo funebre era partito dalla casa della vittima alle 16. La bara di Antonio Porcu è stata portata spalla dagli amici, tantissimi, arrivati da ogni parte e a spalle è stata portata dalla chiesa di San MIchele Arcangelo fino al cimitero di Sarule. Un paese devastato dal dolore. Per la tragica fine di Antonio Porcu e per il gesto assurdo compiuto dal fratello Gaetano.

Il fratricida ieri mattina è stato interrogato nel carcere di Badu ’e Carros. Gaetano Porcu, assistito dagli avvocati Giancristian Melis e Antonio Francesco Peddio, ha confermato di aver ucciso il fratello nella campagna di “Sa badde e s’appara” dopo una violenta lite per una questione di eredità legata alla spartizione di alcuni terreni di famiglia, ma non ha dato elementi utili per recuperare l’arma del delitto: una pistola calibro 7.65. Al termine dell’interrogatorio di garanzia, il gip del tribunale di Nuoro, Claudio Cozzella, ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere. Ma visto che ormai sarebbe stato tutto chiarito, tranne logicamente il ritrovamento della pistola, il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli potrebbe chiedere il giudizio immediato.

Gaetano Porcu ha ucciso il fratello Antonio con tre colpi di pistola, due torace e uno al viso e subito dopo era andato a costituirsi nella caserma dei carabinieri del paese. (plp)

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