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Una vetrina online abbatte tutti i confini

Una vetrina online abbatte tutti i confini

L’ingresso sul web dopo gli sprechi di Isola: «Ormai era diventato soltanto un carrozzone politico»

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NUORO. Una comunità di maestri della produzione artigianale «completamente allo sbando», sottolinea Peppino Zichi. Colpa dei troppi sprechi imputati all’Isola, tanto da far decidere dieci anni fa il governatore del tempo, Renato Soru, a porre la parola fine a un lavoro istituzionale iniziato a metà del secolo scorso, con la legge del Consiglio regionale.

Li ricorda Antonello Delogu: «Certo, era diventato un carrozzone politico, con un pletorico consiglio di amministrazione e un’attività di gestione non sempre indirizzata all’obiettivo di sostenere il settore. C’erano delle cose da eliminare e rivedere, non c’è dubbio, se solo si pensa che l’attività costava alla Regione 7 miliardi e mezzo di lire, di cui oltre la metà veniva spesa per stipendi. La soluzione però doveva essere diversa, perché alla fine a rimetterci sono stati gli artigiani».

L’elemento più importante era il lavoro di verifica su autenticità e aderenza del manufatto ai sistemi produttivi tradizionali, al quale si sono dedicati gli assistenti artistici, in grado di garantire la stessa scelta degli acquirenti.

Il filtro e la promozione nella vendita faceva il resto: «Il solo negozio di Nuoro fatturava oltre 400 milioni di lire. A Porto Cervo in cinque mesi si vendeva merce per un miliardo e 300 milioni», aggiunge l’orafo “santupredino”.

L’ingresso sul web, attraverso le vetrine di vendita di Amazon, danno le prime risposte commerciali. I dati: duemila i pezzi esposti dalle 57 aziende iscritte in tutta la regione. In tre mesi venduti mille manufatti. I mercati destinati a crescere da qui alla fine del 2016 sono quelli di Francia, Spagna e Giappone. Favorite le botteghe con una presenza di almeno 40 pezzi.

Il potenziamento della vetrina www.sardegnaartigianato.com aggiungerà nuove opportunità. Soprattutto per chi oggi manca all’appello e dopo la fine dell'Isola è scivolata nel mondo del sommerso, con vendite porta a porta che non aiutano il settore e la resistenza della tradizione.

L’incentivo è un’iscrizione a costo zero, dove la Regione paga anche le spese per la stesura delle schede che accompagneranno l’immagine del prodotto. Chi è presente potrà essere partner negli eventi e fiere dove si promuove il marchio Sardegna. (f.p.)

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