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Nuoro

Basket e solidarietà dopo il terremoto

Basket e solidarietà dopo il terremoto

Raccolta di fondi nella palestra Coni per dare un aiuto concreto alla famiglia di Filippo Sanna

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NUORO. Una partita di pallacanestro da disputare nella palestra comunale del Coni per raccogliere fondi da destinare alla famiglia di Filippo Sanna, lo studente universitario di origini nuoresi morto nel terremoto che ha colpito il centro Italia. Una iniziativa di solidarietà in programma per il prossimo 28 settembre organizzata dalle vecchie glorie del basket nuorese, ex compagni di squadra di Mario Sanna, papà del giovane Filippo. Per l’occasione scenderanno in campo diversi atleti che negli anni Ottanta hanno giocato nel parquet nuorese. Con la partita intendono devolvere l’incasso alla famiglia Sanna, rimasta non soltanto senza il loro caro Filippo, ma anche letteralmente senza casa, ad Amatrice.

È per questo che già da qualche settimana è in corso una raccolta fondi tra i sardi.

La famiglia di Filippo, intanto, ha già ricevuto l’aiuto affettuoso e generoso di diversi cittadini. Particolarmente significativa l’attenzione che i Sanna hanno ricevuto a Pescara, dove il ragazzo era stato ricoverato, e dove una signora, la signora Wilma, li ha ospitati per dieci giorni mettendo a loro disposizione anche il proprio letto. La famiglia di Mario Sanna (che ringrazia infinitamente la donna), infatti, non aveva più alcun punto d’appoggio.

Anche a Rieti, dove il giovane è stato sepolto, una famiglia del posto ha messo a disposizione dello sfortunato studente universitario la propria tomba di famiglia, dove «Filippo potrà riposare per tutto il tempo che vorrà», hanno sottolineato in una lettera.

Iscritto all’Università dell’Aquila, Filippo Sanna frequentava il corso di laurea in Ingegneria industriale. Si era organizzato il calendario degli esami in modo tale da poter passare parte dell’estate ad Amatrice e un po’ di vacanze in Sardegna. Il prossimo 17 settembre, infatti, sarebbe arrivato a Nuoro con i suoi, i biglietti erano già pronti, per una settimana di relax in Barbagia.

Ad Amatrice abitava con il padre, Mario, 55 anni, nuorese, rappresentante di commercio, la madre Stefania Ciriello, medico di famiglia, e i fratelli Riccardo e Irene. Anche quest’ultima era rimasta sotto le macerie lasciate dal terremoto del 24 agosto scorso. Provvidenziali i soccorsi, arrivati giusto in tempo. Filippo, rimasto sepolto per cinque ore, è morto dopo una settimana di agonia nell’ospedale di Pescara.

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