Ottana esclusa dalle aree di crisi Crisponi accusa la Regione

OTTANA. Proseguono le polemiche e le reazioni per l’esclusione delle aree industriali sarde dalla bozza di decreto del governo che estende la cassa integrazione speciale per 12 mesi e garantisce un...

OTTANA. Proseguono le polemiche e le reazioni per l’esclusione delle aree industriali sarde dalla bozza di decreto del governo che estende la cassa integrazione speciale per 12 mesi e garantisce un sussidio di 500 euro mensile ai lavoratori che rimarranno senza ammortizzatori sociali entro la fine del 2016. Tra le nove aree di crisi individuate mancano, infatti, Ottana, Sulcis e Porto Torres. Dopo la dura presa di posizione dei sindacati regionali di Cgil, Cisl e Uil che minacciano battaglia e le rassicurazioni dell’assessore all’Industria, Maria Grazia Piras, circa il percorso in atto di un piano di tutela dei lavoratori sardi, è ora la volta del consigliere regionale dei Riformatori, Luigi Crisponi. «L’assenza di Ottana dalla bozza di decreto del ministero del Lavoro sulle aree di crisi – scrive Crisponi in un nota – è un’autentica porcheria ed è l’ennesimo sgradevole regalo della Giunta Pigliaru. Nonostante il governo abbia individuato ben nove aree in tutta Italia,  infatti, non solo Ottana, ma anche  il Sulcis e Porto Torres, e quindi tutta la Sardegna con le sue martoriate aree di crisi, ancora una volta vengono prese in giro per l’insipienza dei sonnolenti amministratori regionali. Non bastano e non servono – prosegue il consigliere regionale – le tardive rassicurazioni dell’assessore all’Industria Maria Grazia Piras. Dati alla mano, è dimostrata ancora una volta l’incapacità da parte della giunta regionale di gestire delicati temi quali quelli delle coperture sociali a favore dei lavoratori. Il Presidente Pigliaru – conclude Crisponi – si svegli dal torpore e assicuri le necessarie certezze con rigorose politiche di tutela degli operai e delle loro famiglie». (f.s.)

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