A Oliena è polemica sui manifesti funebri
Cortes in tono minore: la giunta parla di calo fisiologico, ma l’opposizione chiede un cambio di rotta
OLIENA. Manifestini listati a lutto per l'edizione 2016 di Cortes Apertas, e nel paese dove la kermesse è nata impazzano le polemiche sulla gestione della manifestazione. Un ventennale di Cortes Apertas rovinato dalle dalle critiche furibonde per molti aspetti che non sono andati giù a diverse persone, principalmente di Oliena. Tanto che in alcuni dei punti più frequentati del centro barbaricino sono comparsi manifesti in stile annuncio funebre che “annunciavano” la morte della manifestazione. Le locandine sono state prontamente rimosse ma la polemica ormai era innescata, soprattutto sui social network.
L'Assessore al Turismo e Attività produttive Lidia Puligheddu commentando il risultato non esaltante delle ultime Cortes, lo attribuisce ad un calo fisiologico delle presenze e minimizza l'impatto di manifesti listati a lutto. Ma secondo i consiglieri comunali di opposizione Azzurro Oliena «sminuire tale forma di dissenso non appare conveniente ai fini di un sereno dibattito sulle cause dei modesti risultati della manifestazione. Se non è morta, è opinione comune che ha comunque subito un duro colpo di immagine e credibilità e come olianesi non possiamo ignorare che il contenuto del manifesto, ha posto in evidenza comportamenti e atteggiamenti biasimevoli da parte di taluni partecipanti, che tutti hanno potuto notare e perfino stigmatizzare».
Per i consiglieri di minoranza bisogna riconoscere che molte Cortes erano state allestite con impegno e abilità dagli artigiani, ma ritengono che proprio per rispetto nei loro confronti vada fatta luce sulle zone d’ombra che avrebbero offuscato la rassegna. «La manifestazione è una consolidata risorsa immateriale della Comunità Olianese, patrimonio di tutti e come tale trattata con cura, nel senso che non bisogna stravolgere le sue linee originali, che rifacendosi alla tradizionale ospitalità del paese e alla sua proverbiale accoglienza, consistevano principalmente nel far sentire tutti come a casa propria». (n.mugg.)
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