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Nuoro

Agguato in piazza, grave un pastore

di Nino Muggianu
Agguato in piazza, grave un pastore

Fucilate contro Cipriano Serra, 65 anni: lungo intervento chirurgico per rimuovere i pallettoni dall’addome e da un braccio

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DORGALI. Le Cortes apertas di Dorgali si tingono di sangue. Con una fucilata che avrebbe potuto lasciare un morto steso per terra. Cipriano Serra, allevatore di 65 anni, è vivo per miracolo, infatti. Chi gli ha sparato, da distanza ravvicinata, non lo ha fatto certamente con l’intenzione di mandargli “soltanto” un avvertimento. Il tentato omicidio è di ieri all’alba, in pieno centro storico. Attorno alle sei e trenta del mattino, come di consueto, Serra è uscito dalla sua abitazione di via Lamarmora, la via principale del paese, per andare al lavoro nell’azienda nelle campagne lungo la provinciale che porta a Galtellì. A quell’ora, ieri mattina, su Dorgali imperversava un forte temporale, era ancora buio, i lampi ogni tanto squarciavano le tenebre e la pioggia cadeva a secchiate. Cipriano Serra ha attraversato la strada sotto casa sua e imboccato una viuzza per arrivare in piazza Francesco Fancello, nota “piazza Africa”, nei cui paraggi aveva parcheggiato la sua auto, una Mercedes. Non appena ha fatto capolino nella piazzetta, prima ancora che raggiungesse il mezzo è stato investito da una gragnuola di pallettoni che lo hanno centrato al fianco, all’altezza dell’addome, e ad un braccio. L’uomo è vivo per miracolo. Il killer, probabilmente, lo aspettava a poca distanza e quasi certamente non voleva solo “avvertire” l’allevatore, peraltro in una giornata particolare visto che proprio ieri ricorreva l’onomastico di Serra: nel calendario si festeggiavano i santi Cornelio e Cipriano. Sei pallettoni sono finiti su una Citroën C3 (di proprietà di un giovane del paese) parcheggiata nel viottolo vicino alla Mercedes di Serra. Due pallettoni sono finiti sul cristallo, altri quattro sul cofano anteriore dell’auto. A salvare la vita dell’allevatore, forse sono stati la sua prontezza di riflessi e il fisico asciutto e sempre in piena forma. Cipriano Serra, infatti, ha avuto la forza di scattare e imboccare un’altra via, in via Loroddu, dove ha perso un giubbotto. Ha continuato la sua corsa per altri cento metri, poi si è prima appoggiato ad una serranda chiusa e subito dopo accasciato su una pozza di sangue. A trovarlo è stato un automobilista di passaggio che lo ha prontamente caricato nella sua utilitaria e portato velocemente all’ambulatorio della guardia medica, in via Kennedy, alla periferia del paese. Allertata immediatamente, una ambulanza del 118 ha caricato il ferito e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale San Francesco di Nuoro. In piazza Africa, intanto, sono arrivati i carabinieri della stazione di Dorgali al comando del maresciallo Aldo Satta e in collaborazione con alcune unità arrivate dalla Compagnia di Siniscola hanno provveduto a transennare tutta la zona in attesa della scientifica per i primi rilievi.

Cipriano Serra ora si trova ricoverato nell’ospedale nuorese, dove è stato sottoposto ad un lungo intervento chirurgico. L’operazione è riuscita e l’uomo non sarebbe in pericolo di vita anche se la prognosi resta riservata. Il tentato omicidio ha sconcertato i dorgalesi che si apprestavano a vivere la prima delle tre giornate della manifestazione Autunno in Barbagia, festa che andrà comunque avanti, anche se in tono minore per il gravissimo atto di violenza.

Per fortuna Cipriano Serra è ancora vivo, probabilmente deve ringraziare la sua prestanza fisica. L’allevatore ha la sua azienda zootecnica lungo la provinciale che da Dorgali porta alla Bassa Baronia.

Grandissimo appassionato di cavalli, da sempre uno degli animatori delle cavalcate lungo l’asfalto di corso Umberto, sia a Carnevale sia a Ferragosto. Senza precedenti, è noto come persona dedita al lavoro. Separato, ha tre figlie che studiano all’università. Davvero incomprensibile l’agguato che gli è stato teso. Gli inquirenti stanno ora passando al setaccio l’intera vita di Serra alla ricerca di qualche possibile appiglio con l’attentato di ieri mattina all’alba.

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