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Porcu: il fiume Sologo bomba a orologeria

Porcu: il fiume Sologo bomba a orologeria

Il sindaco di Galtellì lancia l’allarme a tre anni dall’alluvione: nulla è stato fatto per la prevenzione

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Sono passati quasi tre anni dall’alluvione, ma ancora niente si è fatto per il ripristino dei danni subiti dal fiume Sologo e non solo (argini, ponte, strade rurali terreni privati, condotte idriche) se non una progettazione di “ripristino spondale” ancora non ultimata dai tecnici del Consorzio di Bonifica. «Un ritardo che per l'ennesima volta vede questo territorio abbandonato a se stesso», dice il sindaco di Galtelli Givanni Santo Porcu, «benché grazie ai tavoli con i vari organismi regionali venivano inquadrate le risorse pari a tre milioni di euro, a oggi siamo ben lontani dal vedere le opere realizzate o addirittura progettate».

«Abbiamo accumulato forti ritardi sia sulla progettazione dei fondi alluvione 2013, ma anche su risorse assegnate a seguito dell'alluvione del 2004 – prosegue il sindaco – A questo punto diciamo basta a questa serie di inadempienze che stanno portando il territorio e in particolare la comunità di Galtellì di fronte a un grosso e maggior rischio alluvione se si dovessero presentare abbondanti precipitazioni».

Per rendere l'idea dei problemi e inquadrare la situazione, nel 2004 furono 4 milioni 800 mila euro le risorse assegnate per la pulizia del fiume e la costruzione di un rilevato in terra a protezione del centro abitato di Galtellì. Queste risorse, pur assegnate, furono portate via per il G8, e riassegnate nel 2010. Nel 2012 i lavori furono eseguiti ma ad oggi non sono collaudati».

Tra le priorità , per il primo cittadino di Galtellì c'è il fiume Sologo per la sicurezza del quale sono state assegnate risore pari a 3 milioni di euro al Consorzio di Bonifica per il ripristino dell'asse fluviale e spondale. Prosegue Giovanni Santo Porcu : «Progettazione da ultimare riferiscono i tecnici del Consorzio che continuamente si lamentano con la regione per la carenza di personale e di non riuscire a seguire tutti i cantieri. Una situazione che diventa insostenibile se si pensa che questo ritardo nell’eseguire le opere di contenimento mette a serio rischio quanto di buono hanno fatto i privati nel recuperare recinzioni, impianti irrigui,serre in tutta la piana. Tutto rischia di essere vano se non s'interviene quanto prima. Abbiamo strade interrotte, terreni privati prospicenti il fiume non lavorati, quindi con conseguenti danni all'economia aziendale dei singoli agricoltori, condotte idriche interrotte. Quanto al ponte del Sologo non esiste una copertura finanziaria per il suo ripristino, benché con la promessa da parte dell'assessorato ai Lavori pubblici di ulteriore risorse e per la pulizia del Sologo a monte in quanto è sprovvisto di argine. Ritengo questo fiume una bomba ad orologeria». (n.mugg.)

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